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Archeologia

Archeologia subacquea: una campagna oceanografica porta alla luce i primi camini di pietra

Sul fondo dell'Adriatico l'Ismar-Cnr ha svelato l'esistenza centinaia di camini prodotti da mini eruzioni che accumulano solfati e carbonati. Intorno, ambienti sommersi, formazioni calcaree di grande bellezza e un ecosistema quasi alieno
Redazione - 13/02/2013
Titolo: dettaglio dei camini di pietra
Fonte: Ismar-Cnr
"Una vera e propria 'foresta' costituita da camini calcarei sul fondale fangoso a circa 450-500 metri di profondità. Alcuni, che superano i 50 centimetri di altezza, sono ancora in posizione verticale, mentre altri giacciono abbattuti sul fondo". La scoperta, descritta da Marco Taviani dell'Istituto di scienze marine di Bologna (Ismar-Cnr), è stata fatta da un team internazionale a bordo della nave oceanografica Urania del Consiglio nazionale delle ricerche, durante la Campagna oceanografica 'Altro' di esplorazione dei fondali marini diretta dallo stesso Marco Taviani e da Lorenzo Angeletti.

Finora, le suggestive distese di camini calcarei, sono state documentate solo nel Golfo di Cadice, al largo della nuova Zelanda e nelle coste pacifiche del Nordamerica. Ambienti sommersi e formazioni calcaree di grande bellezza e rilevanza scientifica: "L'esplorazione dei canyon sommersi al largo delle coste del Montenegro - prosegue Taviani - è stata realizzata mediante un piccolo veicolo sottomarino manovrato dalla superficie, il Rov (Remotely Operated Vehicle) Pollux, che ha individuato sul fondale i camini calcarei".

I CAMINI DI PIETRA NELL'ESPLORAZIONE DEL FONDALE MARINO DELL'ADRIATICO 


Anche se per definire con certezza la genesi di queste foreste sottomarine occorreranno complesse analisi di laboratorio, Lorenzo Angeletti dell'Ismar-Cnr spiega che è comunque "plausibile che i camini naturali si siano originati dall’ascesa, in un passato geologico abbastanza recente, di fluidi ricchi in idrocarburi, probabilmente metano, attraverso la coltre dei sedimenti antichi che formano l'architettura di questo margine continentale". "Esempi simili - aggiunge il ricercatore - sono noti in vari ambienti marini attuali e fossili, ma questa è la prima documentazione mediterranea di tale entità".


[Panoramica della 'foresta' di camini di pietra scoperta durante la campagna 'Altro', notevole è la densità di queste strutture che punteggiano il fondale. Fonte: Ismar-Cnr]

Ma quella dei camini di pietra non è la sola scoperta che ha fatto sussultare i ricercatori. Insieme alle costruzioni, infatti, sono stati individuati alla stessa profondità rigogliosi ecosistemi marini. "Il Rov ha documentato arbusti di corallo nero alti fino a due metri - sottolinea Paolo Montagna, geochimico dell'Ismar-Cnr -, abbondanti coralli bianchi soprattutto della specie Madrepora oculata, coralli gialli e campi di gorgonie sui fianchi dei canyon balcanici". "Alcuni esemplari sono stati prelevati e mantenuti vivi per essere trasferiti negli acquari scientifici del Principato di Monaco. I coralli - precisa il ricercatore - sono preziosi archivi naturali per studiare processi quali i cambiamenti climatici e l'acidificazione degli oceani". 


[Alcuni dei camini di pietra fungono da supporto per organismi di profondità come spugne (in primo piano) e gorgonie (sullo sfondo), rendendo questo ecosistema davvero unico. Fonte: Ismar-Cnr]

LINK
- Istituto di scienze marine di Bologna (Ismar-Cnr)
 

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