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Archeologia

Le storie di Parma: origini della cittą all'ombra di Etruschi, Galli e Romani

In mostra fino a giugno al Museo Nazionale della cittą emiliana le nuove scoperte di scavo avvenute negli ultimi anni nel territorio. Testimonianze che contribuiscono a ridisegnare il quadro storico conosciuto oggi per le fasi pił antiche
Redazione/GP - 11/01/2013
Titolo: Statuetta d'oro di divinitą II secolo a.C
Fonti antiche raccontano di una Parma, fondata come colonia romana nel 183 a.C., che sorgeva su un territorio appartenuto prima agli Etruschi e successivamente ai Galli. Un luogo che, oltre all'attrattiva della disponibilità d'acqua e di terreno abitabile, aggiungeva anche la posizione lungo antichissime vie commerciali che attraversavano la regione emiliana. Ecco perché Parma viene definita la città nata più volte, e sempre per questo motivo si parla 'storie', alludendo ai vari momenti di sviluppo della città che nel tempo hanno avuto caratterizzazioni diverse, determinando vere e proprie soluzioni di continuità e nuovi 'inizi' della sua vicenda storica.

Le scoperte archeologiche dell'ultimo decennio, rimaste finora inedite, hanno dunque riportato alla ribalta il ruolo del centro in epoca preromana nell'ambito della regione emiliana occidentale, da sempre 'terra di confine' posta tra l’Etruria propria e le culture dell'Italia settentrionale (Veneti, Liguri, cultura di Golasecca), nonché punto di passaggio obbligato per le comunicazioni con i Celti d'Oltralpe. Ed è proprio ai reperti ultimamente rinvenuti che è dedicata la mostra 'Storie della prima Parma. Etruschi, Galli, Romani: le origini della città alla luce delle nuove scoperte archeologiche', dal 12 al 2 giugno 2013 presso il Museo Archeologico Nazionale della città emiliana. 



Per valorizzare nel senso più completo del termine i ritrovamenti in esposizione, si è scelto da un lato un consistente aggiornamento dei dati noti accompagnato da approfondimenti storico-critici attraverso una pubblicazione scientifica destinata agli specialisti, dall'altro una 'restituzione' degli stessi dati alla cittadinanza mediante un'esposizione temporanea rivolta al grande pubblico. Ciò nella convinzione che portare fuori dal ristretto ambito accademico conoscenze, che entrino a far parte del patrimonio di tutti e contribuiscano all'acquisizione di una maggiore identità culturale, possa dare un maggiore senso all'attività di tutela condotta quotidianamente dalla Soprintendenza, agli oneri economici sostenuti dai tanti imprenditori che si trovano confrontarsi con il problema dei rinvenimenti archeologici, ai piccoli disagi inflitti alla cittadinanza con l'esecuzione degli scavi.



Si tratta di una serie di insediamenti di tipo stabile e di sepolture che si collocano intorno al centro urbano attuale e che testimoniano la continuità di occupazione a partire almeno dal VII secolo a.C. avanzato. Caratterizzati dalla presenza di materiali che denotano profondi legami con il mondo etrusco, questi ritrovamenti mostrano al tempo stesso connotazioni riconducibili a una 'cultura mista' determinata proprio dalla posizione della città e dal suo contatto con le diverse culture circostanti, e consentono pertanto di chiarirne meglio il ruolo storico anche nel più vasto ambito regionale. Una stessa fortunata stagione di scavi e scoperte ha messo in luce i documenti archeologici della prima occupazione di Parma in epoca romana, dopo la 'parentesi' gallica durata per oltre due secoli e di cui soltanto ora sono state scoperte le prime testimonianze materiali.



È così risultato che, dopo la parentesi del V e del IV secolo a.C., le cui scarse testimonianze sembrano attestare la riduzione o la scomparsa dei centri abitati precedenti in corrispondenza con la prima presenza celtica nella pianura Padana, nel corso del III secolo il popolamento di Parma ha conosciuto un rinnovamento, in forme strutturate, con una concentrazione di tracce di abitato nel sito della città attuale, che preludono all'installazione della colonia nel 183 a.C. È perciò nel contesto di un centro già formato, il quale in età gallica rivitalizzava il popolamento etrusco di età arcaica, che si installarono i coloni Romani. Di questa colonia gli scavi degli ultimi decenni hanno rivelato le testimonianze più antiche, sia dal punto di vista della vita civile che delle forme di culto, dove meglio si esprime il confronto tra la cultura latina ed italica con il mondo celtico e ligure. Grazie a un esemplare incontro tra i dati archeologici e le fonti letterarie (che in futuro avrà eco anche nei libri di scuola), viene così pienamente confermato il resoconto dello storico latino Tito Livio, che ricorda come "a Modena e a Parma furono fondate colonie di cittadini Romani, nel territorio che poco prima era stato dei (Galli) Boi, e prima ancora degli Etruschi".

MATERIALI
- Scheda del percorso



INFORMAZIONI
Titolo: '
Storie della prima Parma. Etruschi, Galli, Romani. Le origini della città alla luce delle  nuove scoperte archeologiche'
Quando: 12 gennaio - 2 giugno 2013
Dove: Parma, Museo Archeologico Nazionale - Palazzo della Pilotta
Orario: martedì - venerdì ore 9,00-17,00 (la biglietteria chiude alle 16,30), sabato, domenica e festivi ore 12,30-19,30 (la biglietteria chiude alle 19,00).
Ingresso: intero € 4,00, ridotto € 2,00 per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per gli insegnanti di ruolo nelle scuole Statali italiane. Gratuito per i cittadini minori di 18 anni e di età superiore a 65 anni, residenti nell'Unione Europea o in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera e per particolari categorie di studenti e insegnanti.
Telefono: 0521.233718
E-mail: sba-ero.museoarchparma@beniculturali.it
Sito web: Storie della prima Parma



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