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Architettura

Architettura urbana: a Roma nuovi ponti per lo sviluppo dei quartieri

Inaugurato quello della Musica, al centro del grande progetto di Renzo Piano di riqualificazione dell'asse di via Guido Reni, si aspetta quello della Scienza in zona Ostiense, mentre ci si interroga sulla loro reale utilità senza un piano complessivo.
Francesco Amorosino - 06/06/2011
Titolo: Foto di Dede90
Fonte: Flickr Common License
Roma sta cambiando. Certo, lo fa a modo suo, con tempi lunghissimi, con ritardi e ripensamenti, con idee che necessitano di tempo per germogliare, ma che poi portano alla fioritura di mastodontici progetti, enormi contenitori che devono poi essere riempiti. Uno dei piani più complessi messi in campo è quello che coinvolge il quartiere Flaminio e le aree che si estendono intorno all'Auditorium, con via Guido Reni come linea guida, per creare una vera cittadella dell'arte e della cultura contemporanea. 



Il primo passo del rilancio della zona intorno al Parco della Musica è stata l'apertura, un anno fa, del Maxxi, il Museo delle arti del XX secolo, opera sempre al centro di dibattiti accessi opera di Zaha Hadid. Il secondo passo è stato, invece, l'inaugurazione lo scorso 31 maggio del Ponte della Musica, il primo ad essere costruito sul Tevere da più di 30 anni. L'ultimo, infatti, è stato il ponte Pietro Nenni, quello su cui passa la linea A della metropolitana. Lungo 190 metri, il Ponte della Musica si impone alla vista con due archi bianchi di 160, capaci di dare forza e leggerezza alla struttura. Molti l'hanno paragonato a una barca, perché il piano pedonale è ricoperto di legno e la sua foggia possiede un grande dinamismo, quasi che volesse sfrecciare nella città, collegando lungotevere Flaminio al lungotevere Maresciallo Cadorna.


[Foto di Dede90. Fonte Flickr Common License]



Una struttura figlia di quest'epoca, dunque, devota alla purezza del bianco, alle curve e alla naturalezza del legno, ma che era in programma fin dal lontano 1929, quando la necessità della sua costruzione era stata evidenziata nel piano regolatore. Il progetto, però, fu approvato solo nel 1999 e il concorso internazionale di progettazione, partito l'anno successivo, è stato vinto dal Buro Happold Ltd e Ing. Davood Liaghat di Londra in collaborazione con Kit Powell-Williams Architects, per poi essere sviluppato in fase definitiva con la Società di Ingegneria Carlo Lotti & Associati di Roma. La progettazione esecutiva è stata effettuata dalla Srl ATP Mario Petrangeli & Associati con lo studio Biggi-Guerrini. Costo totale dell'opera: circa 8 milioni di euro.


[Progetto del Ponte della Scienza la cui apertura è prevista per la fine del 2011. Fonte: immagine dal web]



Avviato dalle amministrazioni Rutelli e Veltroni l'opera è stata portata a compimento dal sindaco Gianni Alemanno che, riconoscendo il merito dei suoi predecessori, l'ha definito "il primo ponte eco-sostenibile di Roma perché ci passeranno solo bus elettrici, biciclette e pedoni". Per ora, però, è aperto solo a quest'ultime due categorie, perché in alternativa ai bus elettrici potrebbe passare sul ponte un nuovo tram, ma per questa decisione, ha spiegato il sindaco durante la presentazione, "bisogna aspettare il progetto complessivo del Parco della Musica e delle Arti", ma il tram "potrebbe essere molto interessante perché potrebbe collegare molte istituzioni artistiche diventando una specie di tram delle arti e della musica". 



In principio il progetto prevedeva solo il passaggio di pedoni e biciclette, poi si è ampliato per accogliere anche il trasporto pubblico grazie a un corridoio asfaltato al centro del ponte. Ai lati, le corsie costituite da doghe di legno che poggiano sulla struttura in acciaio. Sono proprio questi elementi ad aver causato l'ennesimo spostamento dell'apertura dopo tre anni di lavori: l'impiego di una partita fallata di duemila doghe di legno bankirai provenienti dall'Indonesia, prima inserite, poi smontate e sostituite con nuovi listoni, ha causato lo slittamento dell'inaugurazione, portandola al 31 maggio. 



Non tutto, però, è stato completato: sulle due rive, sotto al ponte, infatti, ci sono ancora i cantieri per  costruire gli approdi per le barche e le piazzole per scendere e salire le scale che collegano il ponte alle sponde. "I lavori continueranno per altri cinque, sei mesi - ha confermato il responsabile per il Comune, Alessandro Di Silvestre - si tratta delle opere complementari, che prevedono anche la riqualificazione delle sponde". Quando sarà tutto ultimato "questo ponte diventerà il simbolo della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020" ha detto  il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, proprio perché collegherà la Casa della Scherma, che ospiterà il comitato promotore, con il Parco della Musica e delle Arti in cui saranno immersi il Maxxi e l'Auditorium.



Proprio su questo grande progetto di Renzo Piano sono ora accesi i riflettori: il sindaco ha promesso che verrà presentato prima dell'estate, ma già varie indicazioni sono note. Oltre duemila alberi, nuove panchine e arredi urbani a partire dall'Auditorium fino al Foro Italico, lungo l'asse di via Guido Reni, una cornice verde per rivalutare il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di Pierluigi Nervi. Verranno realizzati anche una passerella pedonale leggera che da Villa Glori passerà su viale de Coubertain per giungere all'Auditorium evitando il traffico, un parcheggio davanti all'Auditorium mimetizzato da un giardino, con 300 posti auto e anche un asilo e un giardino per non vedenti. Il tutto dovrebbe costare tra gli 8 e i 10 milioni di euro che il Campidoglio vorrebbe recuperare con la cessione delle vecchie caserme. 



Intanto sembra che il Ponte della Musica non sia l'ultima rivoluzione sul Tevere: l'assessore all'Urbanistica, Marco Corsini, ha annunciato entro la fine dell'anno l'apertura del Ponte della Scienza in zona Ostiense-Marconi. Anche quest'opera è stata avviata tempo fa, ma il suo percorso sembra molto più travagliato della prima e tra lavori bloccati, progetti rivisti e indagini archeologiche, non è ben chiaro quale sarà la sua natura e la sua funzione. Nato come ponte pedonale all'interno della creazione di una grande città della scienza, ora si trova orfano del progetto che doveva accoglierlo e di cui si trovano sparute tracce in giro. Il progetto prevede di collegare l'area dei Gazometri in zona Ostiense-Marconi con il Lungotevere Papareschi in corrispondenza del complesso del Teatro India e della Casa dello Studente, estendendo, inoltre la pista ciclabile. Il ponte pedonale sarà realizzato principalmente in cemento armato per una lunghezza di 120 metri e una larghezza di dieci. Solo il tempo potrà dirà se veramente la nuova scadenza verrà rispettata e, soprattutto, se questa ennesima, dispendiosa infrastruttura servirà davvero a qualcosa.

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