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Architettura

Dall'architettura al design Mosca chiama il Made in Italy

Centri commerciali, parchi residenziali di grattaceli e musei. Dopo aver sedotto l'ex Unione Sovietica con il suo arredo di qualitą, il Bel Paese passa il testimone ai professionisti italiani per realizzare palazzi avanguardisti dal gusto occidentale
Paola Cassola (*) - 08/07/2014
Titolo: Il progetto del parco che sorgerą nell'ex aeroporto di Mosca
Fonte: Studio Land Milano
Che il design italiano piacesse molto all'ex Unione Sovietica è evidente dall'importanza delle esportazioni di arredo italiano nel Paese. Nel 2013, infatti, secondo i dati di Ita-Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), l’Italia ha esportato in Russia arredi e materiali riconducibili alla filiera abitare per 589 milioni di euro. Nonostante il calo dell'export (-9,8 per cento), a fronte di una contrazione generale dei valori, il Bel Paese ha mantenuto comunque le proprie posizioni confermandosi come secondo fornitore di mobili e articoli per l'illuminazione, dopo la Cina, con una quota del 9,9 per cento, mentre per i materiali ceramici si attesta al quarto posto.

Ora, però, si sta delineando un ampliamento della richiesta di made in Italy nell'architettura. Il savoir-faire progettuale degli architetti italiani, infatti, sta affascinando i russi a tal punto da affidare proprio ai professionisti Bel Paese l'ideazione le costruzioni rappresentative nel Paese di Putin, al fine di modernizzare lo skyline in un'ottica avanguardista e occidentale. Che Gum di Bosco di Ciliegi, il più caratteristico centro commerciale moscovita, sia stato ristrutturato dall'architetto italiano Michele De Lucchi la dice lunga sulla reputazione dei professionisti del design del nostro Paese e sul plus artistico offerto. Da allora è stata un'escalation di interventi ad ampio spettro firmati dal tricolore: dalla periferia al centro, il tocco del 'made in' punta a rivalutare e impreziosire il territorio, arricchendolo di cultura del progetto e coinvolgendo pezzi grossi dell’edilizia locale.


[Il progetto del parco che sorgerà nell'ex aeroporto di Mosca. Fonte: Studio Land Milano]

Alexey Dobashin, CEO di Krost, una delle maggiori società russe di costruzioni, ha voluto ad esempio al suo fianco l'architetto milanese Dante Oscar Benini, allievo di Scarpa e Niemeyer, per il progetto 'Living Art', che trasformerà un parco residenziale di grattacieli in costruzione alla periferia di Mosca in un luogo perfetto per vivere, lavorare e interagire. Il progetto italiano ha sbaragliato tutti i concorrenti, tra i quali lo studio inglese Hopkins e l'olandese Mecanoo. Il complesso residenziale, composto da 4 grattacieli di 45 piani alti 160 metri e uno da 33 piani alto 110 metri, distribuiti in un comprensorio di dieci ettari, sono affrescati da un altro italiano, il pittore milanese Mario Arlati. Nasce così 'l'opera d'arte abitabile più grande del mondo', come la definisce Dobashin, che verrà terminata nel 2016.


[Il progetto del parco che sorgerà nell'ex aeroporto di Mosca. Fonte: Studio Land Milano]

L'area dell’ex aeroporto di Mosca, invece, vedrà sorgere un meraviglioso parco che porterà la firma dello studio italiano Land Milano, vincitore del concorso internazionale Khodynka Park-Moscow. L'intervento di riqualificazione sarà gestito dal team guidato da Andreas Kipar con i progettisti Mario Cucinella, Leftloft e l'artista Thomas Schönauer. Come spiega Nikolay Sobolev, direttore esecutivo del concorso e Consigliere del Presidente della Inteco: "La giuria era interessata all'accessibilità del parco, alla sua convenienza per i residenti, all'elaborazione della pianificazione dei trasporti e alla concezione del parco come spazio vivibile sia in estate che d'inverno". "Inoltre - ha aggiunto - era importante la luminosità delle soluzoni visive ed il loro  modo di riflettere il concept di progetto. I colleghi italiani hanno pensato alla priorità della costruzione del parco, che dovrebbe essere impiantato vicino alla nuova stazione della metropolitana".

"Lo studio Land propone di riempire il parco con elementi architettonico-artistici in analogia con il Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, Ncca, che si trova nelle vicinanze - ha proseguito Sergei Kuznetsov, fondatore del moscovita Studio Speech, sul portale del Governo di Mosca -. Secondo gli architetti, i residenti del quartiere potranno piantare qui i loro alberi e questo lavoro sarà fatto con il cuore, presentandosi come una soluzione vincente". La morfologia e l’andamento dei percorsi dell'intero parco, infatti, sono progettati secondo un disegno dalle linee fluide, in cui le diverse attività ed attrezzature sono inserite nel loro peculiare contesto. La struttura del parco, in particolare, è ispirata alle "trame delle nervature delle foglie, geometrie frattali, e ricchi elementi decorativi dalla tradizione moscovita", spiegano i progettisti.

Il progetto del parco di Khodynka ristabilisce le connessioni con gli edifici residenziali del contesto urbano, divenendo il centro naturale di un rinnovato quartiere, verso il quale si articolano i tracciati minori, in un sistema d’interazione tra la natura e la città. Tra i progetti fiore all'occhiello del design italiano in Russia rientra quello del Moscow Polytechnic Museum and Educational Centre, frutto delle menti delle archistar Massimiliano e Doriana Fuksas e di Studio Speech, con realizzazione prevista entro il 2017. "È uno dei mei progetti preferiti - ha detto Fuksas padre - ed è una vittoria italiana, il museo sarà una pietra miliare e rifletterà l’immagine di una nuova generazione".

(*) Articolo pubblicato per Pambianco Magazine

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