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Correnti artistiche

Dal Duomo ai navigli, a Milano la plasticosa invasione della 'Cracking Art'

A marzo una mostra su questo movimento artistico che usa plastica di riciclo per realizzare gli animali psichedelici che popolano gli angoli pił impensati della cittą per una natura da difendere e salvare anche attraverso il linguaggio artistico
Francesca Nanni - 23/02/2015
Fonte: Immagine dal web
Chioccioline, conigli, suricati e centinaia di rane: dal Duomo di Santa Maria Nascente ai navigli una vera e propria invasione plasticosa e psichedelica di animali colorati invade la città di Milano. È la giungla metropolitana della 'Cracking Art', il movimento artistico fondato a Biella nel 1993 con il preciso obiettivo di modificare le regole dell'arte, in continuo riferimento alla contemporaneità non solo artistica ma anche storica e culturale. Fulcro di questo fermento artistico è la natura, da difendere e salvare anche attraverso l'uso del linguaggio artistico. Oggi questo percorso pop, arriva a Milano con una mostra dal titolo 'Welcome to the (City) Jungle', aperta al pubblico dal 4 al 31 marzo 2015 presso la Galleria Pisacane. Il pubblico potrà così ammirare dell’universo colorato creato da Omar Ronda, Alex Angi, Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marco Veronese, Vittorio Valente.

Un movimento che si è distinto e fatto conoscere in Italia, e in vari paesi del mondo, per le installazioni delle loro opere costituite principalmente da riproduzioni di animali in plastica riciclabile poi inserite in luoghi di passaggio come strade, piazze o centri commerciali e con varie mostre in musei e rassegne d'arte contemporanea. Un elemento di rottura, come indica il termine inglese scelto per definire questo movimento: 'to crack' significa, infatti, spaccarsi, spezzarsi, rompere. Il 'cracking' è, dunque, il divario dell'uomo contemporaneo diviso tra naturalità originaria ed un futuro sempre più artificiale. Questa corrente artistica si pone, quindi, come, elemento di rottura e di innovazione sia nella storia dell'arte, sia nel divario di fondo tra la materia naturale e quella artificiale, tra il materiale organico e quello sintetico. Ed ecco il perché dei materiali riciclati con cui vengono realizzati i grandi animali.



La plastica, frutto del Cracking catalitico (da cui il nome) che trasforma il petrolio in plastica, ha in sé le radici di una storia che dura da millenni, quella dell'uomo e del suo mondo. Una storia piena di trasformazioni e di avvenimenti, un brano culturale vastissimo e profondo, in cui natura umana, artificiale e ambientale si uniscono in una formula concettuale che ha sfidato le norme attuali dell'arte contemporanea, scegliendo una modalità espressiva che unisce le logiche del gruppo a quelle dell'indagine individuale, che si esprime per azioni performative coinvolgenti, in cui animali colorati e decisamente fuori scala invadono i luoghi più vari, da quelli deputati all'arte a quelli della vita più quotidiana, dai supermercati alle autostrade.



L'uso di plastiche di riciclo spiega, da un lato, un profondo sentimento ambientalista e, dall'altro, un'attenzione costante verso l'utilizzo di nuove tecnologie. Sottrarre la plastica da una distruzione tossica e fatale per l'ambiente significa produrre opere d'arte sensibili verso la natura che, soprattutto, comunicano attraverso un linguaggio estetico innovativo. Quello della 'Cracking Art' è oggi un movimento conosciuto in tutto il mondo grazie a maestose installazioni pubbliche, realizzate nelle più importanti città come Milano, Roma, New York e Sidney, solo per citarne alcune.

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