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Correnti artistiche

Visioni, emozioni e tanto colore: così la street art porta cultura nei luoghi del disagio

Intervistata al 'Kiup Street Art Festival', in Basilicata, l'artista on the road Alice Pasquini si racconta: gli studi artistici, la sua scelta artistica, fino al contributo che questa corrente può dare nella riqualificazione urbana, sociale e culturale
Francesca Nanni - 26/08/2015
Il suo murales dedicato al calcio è stato dipinto poche settimane fa su un muro di Saxa Rubra ed è diventato parte integrante della sigla di apertura della trasmissione 'Il processo del Lunedì', dal 24 agosto scorso in seconda serata su rai Tre. È Alice Pasquini, illustratrice, visual artist, scenografa e pittrice, una delle poche esponenti femminili italiane della Street Art che da anni lascia il suo segno artistico in giro per il mondo: Sydney, New York, Parigi, Oslo, Londra, Barcellona e Melbourne, Mosca, Copenaghen, Marrakech, Berlino, Londra, Roma e in moltissime altre città del globo.

Trentacinque anni, quindici dedicati completamente all’arte on the road tra muri di qualunque genere, edifici dismessi o palazzi oggetto di riqualificazione artistica, vecchie cabine telefoniche. Ed ancora serrande, negozi e vecchi garage dove prendono vita racconti sognanti di persone, delle loro relazioni ed emozioni. Ma è la donna il focus centrale del lavoro di Alice Pasquini; un soggetto preciso, delineato da uno spirito forte e indipendente che la contraddistingue dagli stereotipi della quotidianità.

Da sempre partecipa a manifestazioni artistiche urbane, festival internazionali, mostre museali e galleristiche come, ad esempio il 'Kiup Street Art Festival' ad Albano di Lucania, in Basilicata fino al 28 agosto, dove alcuni street artist italiani sono stati chiamati a colorare i muri del paese "giocando" con la magia. Tra di loro anche  Alice che porta con sé "vari disegni in bianco e nero. Davanti al muro - dice - deciderò i colori che il luogo e la situazione mi ispirano". Ed è proprio durante questa manifestazione che si lascia intervistare dall'agenzia stampa Il Velino, raccontando un po' del suo mondo fatto di visioni artistiche, emozioni e tanto colore. "Il mio è un percorso lungo - racconta l'artista -. Cresco negli anni della cultura hip hop. Studiavo al liceo artistico e poi ho frequentato l'Accademia delle Belle Arti. Sposavo la cultura giovanile che lasciava spazio alla personalità di esprimersi con graffiti, danza e musica con studi più classici. Ed alla fine la passione per l'espressione di un'arte più spontanea ha preso il sopravvento, viaggiando per i continenti e dipingendo ovunque".

A novembre partirà per l'Uruguay e l'Argentina, unica street artist italiana, coprendo quindi anche il Sud America che le mancava ancora da visitare. I suoi modelli di riferimento? Non ce ne sono, afferma l'artista "anzi, sin dall'inizio - spiega Alice - ho firmato col mio vero nome distinguendomi dagli altri street artist che usano pseudonimi. Questo si può dire sia il mio tratto distintivo". Quanto alla poetica che guida la realizzazione dei suoi murales e delle sue opere, Alice Pasquini la spiega con il suo amore per i sentimenti umani e per le persone che incontra nei suoi viaggi. "Dipingere a Singapore o a Mosca non può essere la stessa cosa in esterno - sottolinea la street artist - perché parlo di quello che vedo e provo in quei luoghi, anche se i sentimenti in ogni parte del mondo sono gli stessi perché fanno parte dell'uomo".


[Il murales realizzato da Alice Pasquini a Saxa Rubra per la sigla de 'Il Processo del Lunedì']

Quanto al caso Mafia Capitale che in queste settimane tiene banco tra le pagine di cronaca, alla domanda se si sia trovata o meno a dipingere su questo tema, da romana Alice Pasquini risponde "Non direttamente". "Come artista lavoro in luoghi dove serve portare la cultura, in posti dove gravi sono i problemi sociali. Ho lavorato per un centro Caritas che si occupava d'immigrazione con i minori in transito". "Sono stata a Melilla, un luogo di confine in Marocco, dove forte è il tema delle frontiere. Con le donne all'estero ho vissuto situazioni cruciali. In tutto ciò non c'è il tema specifico della mafia - conclude -, ma in tutto il mondo da queste situazioni appena descritte la mafia trae profitto".

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