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Musei

A Palazzo Barberini un nuovo piano di capolavori

Finalmente concluso il restauro, la Galleria nazionale di arte antica ora completa, con un percorso che va dalle croci dipinte fino al neoclassicismo.
Francesco Amorosino - 04/07/2011
Titolo: Raffaello, 'La fornarina', 1518-19
Fonte: Galleria Nazionale di arte antica, Palazzo Barberini
Ci sono voluti più di sessant'anni per completare il restauro e l'allestimento, ma finalmente è fatta: la Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini a Roma è ora completa. Dieci nuove sale sono andate ad ampliare l'intenso percorso che parte dalla 'Madonna Advocata' del XII secolo per giungere fino al neoclassicismo, proiettandosi verso la modernità ottocentesca, costellato di capolavori come la 'Fornarina' di Raffaello o le opere di Caravaggio: 'Giuditta e Oloferne', 'San Francesco in meditazione' e lo straordinario 'Narciso'. E poi Lotto, Tintoretto, Tiziano, El Greco, Canaletto, Guido Reni, Pietro da Cortona, solo per citare alcuni dei tanti nomi che si susseguono nella addirittura troppo ampia collezione con più di 1400 opere, quasi tutte disposte nelle 34 sale espositive.

Il restauro, costato 18 milioni di euro e durato 4 anni, ha aperto al pubblico anche il secondo piano dello splendido palazzo, di certo tra i più belli della Capitale. L'edificio era la sontuosa residenza della famiglia del papa Urbano VIII, edificata a partire dal 1627 dai più grandi architetti dell'epoca: Maderno, Borromini e Bernini. Intorno, gli elaborati e accoglienti giardini sono un altro pezzo forte del luogo. Il palazzo fu acquistato nel 1949 dallo Stato Italiano per ospitare la raccolta della Galleria nazionale di arte antica, costituita a partire dal 1895 grazie a donazioni e acquisti da diverse collezioni. 

Giuseppe Chiari, 'Gloria di San Clemente'Se finora era possibile visitare soltanto il piano terra e il primo piano (il cosiddetto 'piano nobile', con l'immenso e spettacolare salone affrescato da Pietro da Cortona), è adesso possibile accedere anche al secondo piano, allestito con un'ampia selezione di circa 200 dipinti databili tra la metà del Seicento e la seconda metà del Settecento, molti dei quali non sono mai stati esposti al pubblico. Tra i restauri recenti ecco 'l'Angelo custode' di Pietro da Cortona, il 'Ritratto di Urbano VIII' di Bernini, la 'Poesia' di Salvator Rosa, la 'Veduta di Piazza San Marco' di Canaletto, la 'Veduta di Villa Medici' di Van Wittel, il 'Satiro con amorino' di Tiepolo.

Anche l'aspetto del piano ha mantenuto l'estetica del palazzo, creando un percorso omogeneo ed essenziale anche se forse troppo legato alla vecchia concezione del museo come luogo di conservazione e troppo didattico, ma non si può negare che è anche questo a comporre il fascino della visita. La collezione ha un peso notevole, densa e ampia, grazie anche alla scelta, curata dal direttore della Galleria, Anna Lo Bianco, di privilegiare quelle opere che per qualità e rilievo rappresentano al meglio l'evolversi della storia delle arti figurative, offrendo al visitatore una panoramica esauriente delle varie scuole, dei più significativi autori, anche stranieri, dei generi ricorrenti, un vero libro di storia dell'arte materializzato davanti agli occhi del visitatore.

La grande sorpresa del secondo piano è la bellissima Sala Corvi, interamente decorata negli anni attorno al 1780 dalle tempere di Domenico Corvi e appena restaurata, con i ritratti di grandi uomini e donne del passato, da Scipione a Cleopatra. Il percorso vede anche la presentazione di due collezioni donate alla galleria: la prima è quella di Dimitri Sursock, Duca di Cervinara, che viveva a Londra in una casa piena di dipinti e oggetti preziosi. Alla sua morte, nel 1960, decise di lasciare i dipinti a un museo italiano e il nipote Don Aspreno Colonna scelse proprio la Galleria nazionale di arte antica. Ecco dunque arrivare questa raccolta quasi del tutto composta da quadri del Settecento francese, molto rari in Italia, di piccolo formato e grande eleganza nelle figure e nei colori. La seconda collezione è quella di Fabrizio e Fiammetta Lemme, donata nel 1997 e composta da bozzetti di importanti decorazioni come la 'Gloria di San Clemente', modello del grande dipinto della Basilica di San Clemente del 1714-15.

Il ministro ai Beni e alle attività culturali, Giancarlo Galan, intervenuto all'inaugurazione delle nuove sale, ha voluto ringraziare l'avvocato romano Lemme per la donazione delle 182 opere, scusandosi con lui per esporre quei dipinti donati alla Galleria Nazionale d'Arte Antica con tanti anni di ritardo. Il collezionista, presente tra il pubblico, ha apprezzato: "Sento queste parole per la prima volta. Sono felice che finalmente, anche se un po' in ritardo, il mio Paese si sia ricordato di questo mio gesto di mecenatismo". Il ministro ha anche fatto un'importante apertura: "Voglio proporre fiscalità di vantaggio per le donazioni di settore" ha detto, rilanciando anche l'idea di introdurre una norma per le donazioni del 5 per mille dell'Irpef a favore delle realtà culturali. L'auspicio è che queste proposte non si perdano passato l'entusiasmo, ma possano essere l'inizio della seria politica culturale di cui l'Italia ha bisogno da tanto tempo. 


INFORMAZIONI
Nome:
Galleria nazionale di arte antica in Palazzo Barberini
Dove: Via delle Quattro Fontane 13, Roma
Orari: da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30, chiusa il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio.
Biglietti: interno 5 euro, ridotto 2,50 euro, gratuito cittadini UE minori di 18 anni, maggiori di 65 anni e altre categorie previste per legge
Telefono: 064814591

LINK
Galleria nazionale di arte antica in Palazzo Barberini


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