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Musei

Dopo 15 anni di polvere e silenzio rinasce a Perugia il Museo dell'Accademia di Belle Arti

Dopo la chiusura forzata causa terremoto del 1997, torna a nuova vita lo storico istituto che così ricompone la propria fisionomia consegnando al pubblico tre grandi spazi artistici con più di mille opere. Un valore inestimabile per l'intera collettività
Redazione/GP - 01/10/2012
Titolo: Antonio Canova, 'Le tre grazie', 1815-1817
Gipsoteca, Galleria dei dipinti, Gabinetto dei disegni e delle stampe: con queste tre sezioni, dopo quindici anni di esilio e di attesa, dovuti al terremoto del 1997 che lo ha in parte reso inagibile, nelle scorse settimane è stato riaperto al pubblico il Museo dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, in un allestimento del tutto nuovo, espressione di una sapiente selezione dell'imponente patrimonio storico-artistico raccolto nei secoli. Un miracolo, che riempie un vuoto doloroso nel panorama museale cittadino e umbro, e reso possibile grazie alla generosa lungimiranza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha interamente finanziato l'onerosa e complessa opera di restauro, su originaria segnalazione del presidente Alfredo De Poi, prematuramente scomparso.

Così, l'Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia, fondata dal pittore Orazio Alfani e dall'architetto e matematico Raffaello Sozi, nata nel 1573 come Accademia del Disegno, seconda solo a quella fiorentina (1562), emerge dal suo letargo forzato dopo una lunga serie di vicende altalenanti. L'attuale collocazione del Museo, arriva nel 1901 quando l'Accademia trova la propria sede nell'antico convento di San Francesco al Prato (accanto al celebre Oratorio di San Bernardino di Agostino di Duccio), dove nel 1974 prendono corpo e forma le preziose e uniche raccolte d'arte, oggi ordinate in tre sezioni: Gipsoteca (galleria dei gessi), Galleria dei dipinti, Gabinetto dei disegni e delle stampe.


[Allestimento del Museo. © Foto di Daniele Paparelli]

Il ricco patrimonio artistico, che si è formato nel corso dei secoli, è il risultato non solo di donazioni di enti e di privati, ma soprattutto di lavori prodotti dagli accademici che, in qualità di studenti, docenti o collezionisti hanno voluto lasciare un segno tangibile del proprio attaccamento ai "colori" della scuola. Il primo nucleo della collezione, infatti, è nato contestualmente alla formazione dell'Accademia del Disegno con la donazione dei calchi in gesso, eseguiti dal perugino Vincenzo Danti, nel 1573, delle sculture michelangiolesche che sottolineano i sarcofagi delle tombe medicee della Sacrestia nuova di San Lorenzo di Firenze: Aurora, Giorno, Crepuscolo, Notte.

Successivamente, il patrimonio accademico viene ad arricchirsi con la requisizione napoleonica dei beni ecclesiastici (1814), che andrà a formare la base della raccolta d'arte della Galleria Nazionale dell'Umbria, assolvendo anche a una funzione di tutela e conservazione. Con l'Unità d'Italia del 1861, viene riconosciuto all'Accademia un gruppo di queste opere, ampliate con lavori del Settecento e, massimamente, grazie al risveglio delle arti visive, dell'Ottocento, periodo storico al quale l'Istituzione dette contenuto e forma, divenendo guida e motore artistico per la generazione degli artisti umbri. Il flusso dell'accrescimento del patrimonio continua per tutto il Novecento, tanto che la presenza di protagonisti di rilievo nazionale e locale contribuisce a qualificare il lavoro e la produzione dei giovani studenti, cogliendo un significativo riconoscimento nel mondo dell'arte e della critica.


[Mariano Guardabassi, 'Autoritratto con pappagallo', 1855 c.a.]

Fin dalla sua costituzione, il Museo dell'Accademia si pone per completezza di espressione, di comunicazione e per qualità contenutistiche ai primi livelli nel panorama museale regionale e non. Oggi il Museo si riappropria, dopo tre lustri di silenzio e di polvere, degli spazi "rapinati" dal terremoto dell'autunno del 1997, che ne ha causato la chiusura forzata, lo sfollamento delle opere nei depositi e talvolta la momentanea esposizione in altre sedi. Attraverso un allestimento moderno concepito secondo la più innovativa concezione museale, l'Accademia ridona luce al suo patrimonio, offrendone al pubblico una significativa selezione scandita dall'originaria articolazione in Gessi, Dipinti, Disegni e Stampe.

Attualmente il patrimonio della Fondazione Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' comprende circa 600 gessi, 430 dipinti, 12mila disegni e 6.300 incisioni. Fra i gessi, eccezionali per fattura e varietà, si distinguono il gigantesco 'Ercole Farnese', 'Il pugilatore Damòsseno', 'Amore e Psiche' e 'Le Tre Grazie' di Antonio Canova, copia originale donata dall'artista, 'Il Laocoonte', 'Il Pastorello' di Bertel  Thorvaldsen. Fra i dipinti spiccano 'Autoritratto con pappagallo' di Mariano Guardabassi e quadri di Annibale Brugnoli, Domenico Bruschi, Armando Spadini, Mario Mafai, Alberto Burri, Gerardo Dottori. Un programma di mostre temporanee, inoltre, organizzate negli spazi adiacenti al museo, permetterà di ammirare e godere delle altre opere che non possono essere esposte in maniera permanente. Nel 2012, dunque, la secolare vita dell'Accademia di Belle Arti di Perugia ricompone la propria fisionomia riconsegnando al pubblico una pagina che narra le vicende storiche e artistiche di una Istituzione che rappresenta un bene della intera collettività.

INFORMAZIONI
Cosa:
Museo dell'Accademia di Belle Arti 
Dove: Perugia, piazza San Francesco al Prato 
Orario: dal giovedì alla domenica 10-13/15.30-18
Biglietto d'ingresso: intero € 5, ridotto € 3
Telefono: 075.5730631
Sito web: www.museoabaperugia.com
 

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