Royale' Creative

facebook twitter

Musei

Firenze: la carica dei 'musei minori' che sfidano gli Uffizi

Da Palazzo Medici Riccardi alle piccole grandi gallerie meno note della cittą toscana e della provincia. Un circuito che ripercorre gli anni d'oro del collezionismo internazionale, offrendo al pubblico un patrimonio artistico mai visto finora
Redazione/TB - 03/10/2011
Titolo: Andrea della Robbia, 'Madonna in adorazione del bambino fra due angeli', 1495 ca, Fiesole, Museo Bandini
Fonte: www.stanzedeitesori.it
Sono otto in tutto e vengono chiamati da sempre "musei minori", ma di piccolo hanno solo le dimensioni. Al loro interno, infatti, sono racchiusi alcuni tra gli oggetti più preziosi e raffinati del collezionismo internazionale. Durante la loro esistenza questi Piccoli Grandi Musei (PGM) hanno spesso risentito del gigantismo artistico del museo degli Uffizi con il quale convivono da sempre. Oggi però, alla capacità espositiva di questi gioielli 'formato ridotto' è stata resa giustizia grazie ad un progetto loro dedicato realizzato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha proprio lo scopo di valorizzare e promuovere i tanti e bei musei disseminati tra Firenze e provincia, meno noti al grande pubblico, ma non per questo meno attrattivi. 

Il collezionismo, dunque, come fil rouge di un percorso espositivo che si snoda tra le varie, piccole, gallerie figlie di quelle raccolte d'arte, che richiamano anche i personaggi che prima di altri fecero di questa passione un lavoro: da principio furono i Medici e i Lorena, poi un pugno di antiquari avventurosi e di facoltosi anglosassoni che, nei decenni post unitari a cavallo tra Ottocento e Novecento, scelsero di vivere a Firenze. Alcuni per un banale senso degli affari, i più, o i migliori, per pura ammirazione, mossi dall’ideale di bellezza rappresentato dalle ricchezze artistiche della città.

Fu di sicuro un'epoca d'oro, di business milionari, estetismi travolgenti e nostalgie per un passato idealizzato, che contribuì a radicare in Europa e oltre Atlantico i miti del Rinascimento, della stessa Firenze e della secolare tradizione di qualità dell'artigianato artistico locale. Miti che tanto significano ancora oggi per il prestigio culturale e l'economia della Toscana e dell’Italia.


[Giorgio De Chirico, 'Ritratto dei coniugi Bellini', 1932. Firenze, collezione Luigi Bellini]

Va inoltre ricordato che nella seconda metà dell'Ottocento la confisca degli sterminati beni ecclesiastici e la decadenza di tante nobili famiglie furono all'origine di uno tsunami di capolavori di ogni genere, che inondò il mercato a prezzi d'occasione. Fu una stagione eccezionale e irripetibile, che dilapidò troppo frettolosamente gran parte del patrimonio artistico nazionale, ma ebbe almeno il pregio di contribuire a formare i più famosi musei europei e americani e di ispirare modelli museografici e di allestimento validi tutt'oggi.


[Veduta del Salone dei dipinti, Firenze, Museo Bardini]

Firenze capitale fu uno dei centri principali di quell'epica stagione, forse l'ultima davvero cosmopolita della città, che si protrasse fino agli anni Venti del Novecento. Antiquari come Stefano Bardini ed Elia Volpi conquistarono i mercati internazionali divenendo poi essi stessi appassionati collezionisti. Magnati e studiosi anglosassoni come Frederick Stibbert, Charles Loeser, Herbert Percy Horne, gli Acton e tanti altri acquistarono ville e palazzi per farne autentiche 'stanze dei tesori'. Con rare eccezioni, donarono poi tutto alla città che li aveva accolti, perché si desse vita ai pubblici musei e alle istituzioni che oggi portano i loro nomi.


[Cenacolo di Santo Spirito, opere donate da Salvatore Romano]

In conseguenza a tutto questo, è sembrato quasi d'obbligo, dunque, l'omaggio a quegli anni racchiuso nel progetto Piccoli Grandi Musei, dal 3 ottobre 2011 al 15 aprile 2012, giunto quest'anno alla sua settima e che riguarderà il Palazzo Medici Riccardi, Museo Stefano Bardini, Museo Horne, Museo Stibbert, Fondazione Salvatore Romano, Museo Bandini, Museo di Palazzo Davanzati e Museo Casa Rodolfo Siviero.

Curata da Lucia Mannini con il coordinamento scientifico di Carlo Sisi, la mostra di Palazzo Medici Riccardi riassume dunque l'epopea di quei decenni analizzando il fenomeno nei vari aspetti: miti, mode, mercato, progresso culturale, ma anche bisogno di affermazione di una borghesia imprenditoriale novecentesca per cui arte e collezionismo diventano status symbol.

Rare immagini, mobili e arredi, sculture, una galleria di preziosi dipinti dai Primitivi al primo Novecento ricreano quelle atmosfere così eclettiche e ricercate. Qualche esempio. Dai fondi oro del museo Bandini proviene una bellissima Madonna di Agnolo Gaddi. Villa la Pietra (collezione Acton) contribuisce con una Madonna col Bambino in cartapesta dipinta, opera del Sansovino. Dallo Stibbert arrivano armature e mobili neogotici. Dalle collezioni Loeser e Carnielo alcuni formidabili bronzi, arredi rinascimentali e marmi raffinati. Quindi innumerevoli macchiaioli (Fattori, Lega, Borrani, Abbati), vari De Chirico (dipinti e sculture), La borghese di Canton di Primo Conti, il bronzetto La mosca di Libero Andreotti, tutti provenienti da raccolte private.

SCHEDE TEMATICHE DEI MUSEI
- Stefano Bardini e il palazzo in piazza dei Mozzi
- L'immagine e lo sguardo
- Il Museo della Casa Fiorentina antica in Palazzo Davanzati
- Angelo Maria Bandini e il 'museo sacro'
- Salvatore Romano. Dai segreti del Palazzo Magnani Feroni al Cenacolo di Santo Spirito
- Ginori e Cantagalli Celebri maioliche e restauri al Museo Stibbert
- Le opere in mostra nei musei 

INFORMAZIONI
Prenotazioni:
055.2340742
Sito web: www.stanzedeitesori.it

bullet hover email hover menu arrow