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Musei

INTERVISTA - Museo Geologico e delle Frane, Bigiotti, "╚ la centrale operativa di Civita"

Accanto ai reperti fossili, lo spazio espositivo multimediale ospita sensori e tecnologie all'avanguardia per tenere sotto controllo la rupe tufacea: "Intendiamo attivare la ricerca scientifica - spiega il sindaco - per salvaguardare 'la cittÓ che muore'
Tatiana Battini - 24/04/2012
Titolo: Civita di Bagnoregio
Fonte: Immagine dal web

Rupi, scoscendimenti, giardini pensili sospesi nel vuoto, frane in atto, calanchi e lavori di consolidamento. Civita di Bagnoregio non ha bisogno di presentazioni, 'la città che muore' attira ogni anno migliaia di turisti e curiosi che attraversano il lungo ponte sospeso nel nulla per visitare il borgo che ha poche anime residenti e tanto silenzio. I migliori geologi e architetti italiani e stranieri studiano da anni il terreno di Civita alla ricerca di soluzioni valide al millenario problema dei crolli, con l'intento di salvare il Comune e vederlo finalmente ripopolato. Un passo avanti importante in questo senso è rappresentato dal nuovo Museo Geologico e delle Frane, inaugurato questa mattina a Palazzo Alemanni: "Grazie anche al patto di intesa con l'Università Iuav di Venezia - ha sottolineato il sindaco, Francesco Bigiotti - abbiamo attivato lo studio e la ricerca scientifica, al fine di poter contribuire, attraverso le giuste competenze, alla valorizzazione del patrimonio culturale, geologico, ambientale e architettonico di Civita di Bagnoregio".

Il museo raccoglie diversi progetti dedicati allo studio dell'insediamento di Civita, continuamente minacciato da frane e crolli. Apparecchiature e sensori, accessibili ai visitatori, monitorano lo stato geologico della rupe tufacea sulla quale sorge il borgo, permettendo di tenere sotto controllo la situazione: "Questo spazio espositivo è  soprattutto una centrale operativa - ha spiegato il sindaco a NanniMagazine.it - che monitora costantemente le condizioni geologiche del vero 'museo a cielo aperto' che Civita rappresenta". Per approfondire l'argomento NanniMagazine.it ha rivolto qualche domanda a Francesco Bigiotti:

Signor sindaco, che tipo di struttura è quella del Museo Geologico e delle Frane?
"Il Museo, che si sviluppa all'interno di Palazzo Alemanni, è quasi interamente tecnologico e multimediale. Naturalmente è stato creato per mostrare e per monitorare la situazione geologica del comune, una sorta di centrale operativa dell'altro museo a cielo aperto che è Civita di Bagnoregio. Come tutti sanno le frane sono il nostro pane quotidiano e infatti all'interno del museo multimediale abbiamo collocato degli strumenti per monitorare il dissesto geologico della rupe sulla quale sorge Civita". 


[Piantina del Comune di Civita di Bagnoregio. Fonte: Enea]

I visitatori potranno seguire la situazione del dissesto in tempo reale?
"Si, una parte dell'area è multimediale e interattiva, mentre un'altra custodisce reperti classici quali fossili, manufatti antichi, planimetrie del comune, e in generale ogni tipo di oggetto o documento che racconti la storia della 'città che muore', sia da un punto di vista geologico che culturale. La situazione attuale di Civita è abbastanza grave, l'erosione è continua a prosegue ormai da millenni. Negli ultimi tempi una serie di frane ha accelerato il distacco di alcuni costoni dalla rupe, per contro sono stati compiuti interventi importanti e mirati per arginare il problema dell'erosione e dei crolli".

Può fare un esempio?
"Tra gli interventi più efficaci vi è il progetto promosso e realizzato cinque anni fa dal geologo dell'Enea Claudio Margottini, che ha ideato una serie di pozzi 'armati', collegati tra loro da grandi catene d'acciaio, per controllare il movimento delle fratture del terreno. I pozzi sono stati scavati a ridosso della rupe e risultano invisibili, così da non rovinare la bellezza del territorio a livello estetico. Per nostra fortuna questo sistema sta dando risultati notevoli, abbiamo infatti fenomeni franosi meno frequenti, ma come ho detto prima il problema dell'erosione e dei crolli è continuo e c'è bisogno di un progetto di azione ulteriore, ma con i pozzi abbiamo imboccato una strada efficace, sulla quale proseguire".

Piantina di Civita di Bagnoregio
[Piantina di Civita di Bagioregio]

Nel maggio del 2011 Civita di Bagnoregio e l'università IUAV di Venezia hanno stilato un protocollo d'intesa con l'intento di 'salvare il borgo'. A un anno di distanza quali e quanti sono i progetti architettonici escogitati?
"A settembre dello scorso anno il primo gruppo di studio proveniente dall'università IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) e dall'università di Brescia ha raggiunto Civita. Il team di giovani architetti ha raccolto informazioni sulla situazione del borgo e della rupe, prelevando anche una serie di materiali sul posto, successivamente sottoposti ad analisi. Dal prossimo giugno seguiranno altri stage di studenti e architetti provenienti da tutte le facoltà d'Italia, selezionati dalle stesse università, che trascorreranno un periodo di tempo a Civita allo scopo di ideare progetti architettonici di 'salvataggio'. A parte l'aspetto geologico, il borgo ha bisogno di nuove strutture per  il rilancio della ricettività e del turismo. Poco tempo fa abbiamo organizzato a Venezia, in ambito universitario, una due giorni di studio durante la quale sono stati esposti diversi progetti ideati dagli studenti".

In che modo state spendendo i finanziamenti stanziati dal ministero dell'Ambiente in accordo con la Regione Lazio, e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri?
"Come può immaginare Civita necessita di molteplici interventi. Grazie a una parte dei fondi stanziati dalla Presidenza del Consiglio, nel Museo Geologico e delle Frane sono stati posizionati dei particolari sensori in grado di monitorare costantemente il livello di erosione della rupe tufacea, si tratta di strumenti estremamente utili per avere sempre la situazione sotto controllo. Con i finanziamenti stanziati dalla Regione Lazio e dal ministero dell'Ambiente, circa due milioni di euro, interverremo inoltre sulla 'sella' che ospita la passerella pedonale che dà accesso al paese e ristruttureremo anche un altro versante, perché attualmente sono le due zone più a rischio".

Che tipo di ristrutturazione ha in programma per rilanciare l'immagine della cantina didattica di Civita, ormai ridotta a un 'ecomostro'?
"Il passaggio della cantina sotto la competenza del Comune è quasi ultimato, mancano ormai pochi ma indispensabili passaggi burocratici. Per quanto concerne la ristrutturazione dell'immobile stiamo ultimando dei bandi pubblici per capire se da parte della popolazione c'è interesse a dare una destinazione definitiva alla struttura abbandonata, così da eliminare una volta per tutte l'ecomostro, davanti al quale passano centinaia di turisti diretti a Civita di Bagnoregio, è una nota stonata, una ferita mortale al territorio e al paese".

Cosa potrebbe diventare in futuro?
"Un'idea interessante è di trasformarlo in un albergo a basso impatto ambientale o ecocompatibile, un centro congressi interrato e un centro benessere, anche per dare una mano all'annoso problema legato alla ricettività che ovviamente è sempre più pressante. Questa idea, tra tutte, sta riscuotendo maggiore successo, ma siamo aperti a qualunque tipo di proposta alternativa".

Qualche tempo fa si è imposto con l'Enel per fare in modo che non venissero impiantate delle pale eoliche a ridosso di Civita, come è andata a finire?
"Premetto che non ho nulla contro l'energia eolica, chiaramente non è questo il punto che mi ha spinto ad agire per evitare che il paesaggio fosse deturpato dalle pale, ma perché cinque di esse sarebbero state pienamente visibili dal paese e dalla valle circostante. Ho ritenuto fosse meglio evitare un'installazione del genere e la giunta si è battuta in diverse sedi per evitare che il progetto prendesse forma. Ad oggi non ho notizie ufficiali, ma ufficiosamante l'idea dovrebbe essere stata accantonata".

Pensa che entro il 2012 Civita riuscirà a divenire Patrimonio dell'Unesco?
"Dubito che entro la fine dell'anno riusciremo ad avere il riconoscimento, sarebbe una speranza vana. Le procedure sono iniziate a marzo, ora saremo inseriti nella Tentative List con gli altri siti. Se Civita di Bagnoregio ha la possibilità di entrare a far parte del patrimonio dell'Unesco è merito del sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che è anche presidente della Commissione italiana e che ci sta dando una mano e un sostegno in questo senso. Per parte nostra non lasceremo scorrere il tempo inutilmente, faremo il possibile per divenire patrimonio dell'Unesco.

Quante abitanti risiedono nel borgo, attualmente?
"I residenti sono quattro o cinque, ma non mancano case abitate da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che periodicamente vengono qui per staccare la spina dal mondo e assaporare la pace e la quiete. Ovviamente la loro presenza aiuta a mantenere vivo il paese, anche economicamente". 


MATERIALE
- Enea, situazione geologica di Civita di Bagnoregio (pdf)

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