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Archeologia

A Roma il restauro e la mostra del Magnifico Cratere

Al Quirinale il tesoro del Museo Nazionale di Belgrado, oggetto per tre anni degli studi della Soprintendenza archeologica della Capitale, insieme a straordinari reperti.
Francesco Amorosino - 13/12/2010
Fonte: Civita
Un'opera definita già nel nome 'magnifica', o è giudicata in modo assolutamente arrogante oppure è davvero splendida: per fortuna il 'Magnifico Cratere' appartiene a questa seconda categoria. Ritrovato a Trebenište, nei pressi di Ocrida, nell'attuale Serbia, da una missione archeologica jugoslava nel 1931, insieme a un suo simile conservato a Sofia, in Bulgaria, questo grande vaso bronzeo di manifattura greca è tornato finalmente a splendere in tutta la sua eleganza grazie ad un restauro eseguito proprio in Italia. I risultati sono ammirabili presso il Quirinale, fino al prossimo 6 febbraio, grazie alla mostra 'L'Italia e il restauro del Magnifico Cratere', ricca di straordinari reperti ad affiancare l'opera da cui prende il nome.



Il tempo non è stato clemente con questo manufatto, la cui sezione centrale si è quasi del tutto sbriciolata, lasciando solo la parte superiore con i manici e il treppiede, riccamente decorati con fregi e animali mitologici. Anche questi ultimi, però, versavano in condizioni precarie, per questo era necessario un lavoro attento per ridare vita al reperto. Il vaso della fine del VI secolo a.C., emblema della collezione greca del Museo Nazionale di Belgrado, era giunto in Italia nel 2007 per la mostra 'Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l'Adriatico', allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria, per poi essere oggetto di studio e restauro grazie all'impegno scientifico e tecnico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in accordo con la direzione del Museo Nazionale di Belgrado e al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.



I tre anni di lavori, condotti anche con il supporto dei tecnici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma e di Pisa, dell'Università La Sapienza, dipartimento di Scienze della Terra e dipartimento di Chimica, dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MiBac, e la collaborazione dello staff scientifico serbo, hanno portato a non poche scoperte. Non solo è stato possibile individuare l'area di provenienza del manufatto, ma si è potuta anche ristabilire con maggiore precisione la forma originale, creando una nuova sezione centrale su cui sono stati innestati i pezzi rimanenti.



"Questo è un restauro importante per due motivi, perché - ha raccontato il curatore della mostra, il consigliere per la Conservazione del patrimonio artistico del Quirinale, Louis Godart, - sottolinea i rapporti di amicizia con la Serbia, un Paese vicino. E poi in un momento particolare per la storia dei nostri beni culturali, quando vediamo minacce a siti come Pompei, ricorda come i nostri restauratori sono apprezzati in tutto il mondo. Noi - ha continuato - abbiamo le risorse per affrontare le emergenze, però bisogna mettere a disposizione delle soprintendenze gli strumenti giuridici per intervenire".



Parlando del Cratere, Godart l'ha definito un "reperto prodigioso" il cui restauro "apre nuovi orizzonti per la ricerca: dalle analisi del materiale si è appurato che proviene dall'isola di Egina, in Grecia. Allora perché si trova nei Balcani? La mia teoria è che si trovava sulla rotta per le materie prime, in particolare quella legata al Baltico, dove si trovava l'ambra. Un altro enorme Cratere cugino si trova a Vix, in Francia, e forse qui si può parlare della rotta legata allo stagno. Le miniere della Cornovaglia erano care a greci e romani. Dunque possiamo dire che la Serbia ha giocato un ruolo fondamentale nella diffusione del messaggio civilizzatore del mondo classico".



Vere protagoniste di questa storia sono le due restauratrici della Soprintendenza di Roma, Marina Angelini e Olimpia Colacicchi, che raccontano tre anni passati con 'lui', il Cratere, "un'opera molto complessa" su cui lavorare, ma è stato "un onore e ci ha portato molta soddisfazione". Non si è trattato di un lavoro di restauro classico, le due esperte hanno dovuto anche analizzare la lega metallica del reperto, aiutate da un chimico Giuseppe Pulitani, oltre a ricreare la pancia del vaso studiando i frammenti rimanenti, ma anche le fonti storiche, come Erodoto, che racconta la capacità dei crateri greci. 

Il risultato, davvero 'magnifico', è il caso di dirlo, è sotto gli occhi di tutti, grazie alla mostra gratuita ospitata al Quirinale che non solo permette di ammirare il Cratere e il cortile interno del palazzo che ospita il Presidente della Repubblica, ma anche una ricca collezione di reperti provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado, oltre a due crateri bronzei dello stesso periodo, di manifattura magno-greca, conservati nel Museo Archeologico Regionale 'Pietro Griffo' di Agrigento e nel Museo Archeologico dell'Antica Capua di Santa Maria Capua Vetere.



Splendidi i reperti principali provenienti dalla Tomba 8 di Trebenište, un corredo militare dell'ignoto principe lì sepolto, come l'affascinante elmo bronzeo, decorato con applicazioni in oro raffiguranti due cavalieri, un corno e dei bicchieri in argento di raffinata fattura, insieme a due straordinarie lamine auree in foggia di sandalo, decorate a sbalzo con elementi geometrici e figurati. Dalla Tomba 9 di Trebenište proviene invece l'impressionante maschera funeraria in oro, destinata a ricoprire il volto del defunto, oltre a preziosi anforischi in vetro policromo e a collane. 

Dal tumulo a carattere funerario e votivo di Novi Pazar giungono pettorali circolari e ambre, oltre ai bellissimi 'cinturoni di Mramorac': la mostra ne espone i più rappresentativi ed imponenti, grandi e lunghe lamine d'oro o d'argento trapezoidali, debitamente curvate, destinate a cingere i fianchi del principe o del capo tribù, forse in cerimonie rituali e quindi nella sepoltura. Elementi davvero interessanti per una mostra speciale che dopo la tappa al Quirinale sarà a Padova tra febbraio e aprile, dando nuove occasioni per ammirare la magnificenza del cratere di Trebenište. 



INFORMAZIONI:
Titolo:
 'L'Italia e il restauro del Magnifico Cratere. Capolavori del Museo Nazionale di Belgrado'
Dove: Palazzo del Quirinale, Sale delle Bandiere, Piazza del Quirinale, Roma
Quando: fino 6 febbraio 2011
Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, domenica dalle 8.30 alle 12, chiusa il 12,19, 25 e 26 dicembre 2010 e 1, 2 e 6 gennaio 2011
Ingresso: gratuito


LINK:
- Civita 
- Quirinale


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