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Archeologia

Perù: nel cimitero delle sacerdotesse Moche spunta il primo uomo

La rara scoperta a San Josè de Moro, dopo 18 anni di ricerche. Trovato un bastone con i campanelli accanto ai resti, che richiamano la figura dell'Aia Paec. Nel 2005 il ritrovamento della 'Senora de Cao', che governò la civiltà moccica 1.700 anni fa.
Valentina Marsella - 03/11/2009
Fonte: ilfattostorico.com
Nel cimitero peruviano delle sacerdotesse Moche, spunta per la prima volta un uomo: un governante o una persona importante nella civiltà pre-inca Mochica. Una rara scoperta avvenuta a San Josè de Moro, che pone nuovi interrogativi sul perché così tante sepolture elitarie abbiano riguardato fino a oggi, nella maggior parte dei casi, sacerdotesse, sebbene governanti di entrambi i sessi siano in egual misura rappresentati nell'apparato iconografico della civiltà moccica. 

Il sito di San Josè, ai tempi servì come cimitero per la civiltà Moccica. Qui, nella recente scoperta, una bara di legno è stata dissotterrata in una eccezionale tomba che conteneva due camere, datata all'850 dopo Cristo. All'interno c'era il famoso scheletro di un uomo d'élite: una circostanza che ha destato non poca curiosità in un sito noto per la presenza dei resti di parecchie sacerdotesse. L'archeologo Luis Jaime Castillo Butters racconta come l'uomo fosse seppellito insieme a uno strumento: un bastone con agganciati dei campanelli. 

Un simbolo che pare non destare dubbi: questo, infatti, combacierebbe con la figura dell’arte Moche conosciuta come Aia Paec (o 'Wrinkle Face'), colui che nelle scene funebri è spesso mostrato accanto ad un personaggio simile ad un umano chiamato Iguana, mentre abbassa una bara nella tomba. Vicino al sito archeologico, considerato un centro cerimoniale e un cimitero elitario, è stata trovata un'altra maschera dorata, forse staccata da una bara misteriosamente scomparsa. 

"Dopo 18 anni di scavi di San José de Moro - ha rivelato l'archeologo Luis Jaime Castillo Butters - ci aspettavamo un'altra donna. Ma questo succede nell'archeologia. Aspettati l'inaspettabile". Tra i nuovi resti individuati, una maschera funebre dorata, trovata attaccata ad una tomba, e alcune ceramiche. Queste ultime, nella civiltà Moche, erano principalmente di colore rosso, arancio o nero fumo, con su rappresentate scene di vita reale: dalla caccia alla pesca, al combattimento. In numero minore si trovano invece rappresentate anche figure simboliche immaginarie e antropomorfe, esseri demoniaci, così come diversi aspetti della vita sia secolare che religiosa. 

Con il tempo, le ceramiche hanno cambiato forma, attraversando progressivamente, le cinque fasi dei Moche; un percorso storico raccontato nelle vetrine dei diversi musei peruviani che oggi le ospitano. La raccolta più significativa si trova presso il Museo delle Tombe Reali, inaugurato nel 2002, che ospita le spoglie del famoso 'Signore di Sipan', il cosiddetto 'Tutankhamon delle Americhe', rinvenuto nel 1987 nella zona archeologica della Huaca Rajada, nel dipartimento di Lambayeque. 

Nel corso degli ultimi anni, il Perù ha visto numerose scoperte che richiamano l'antica civiltà. Ma la più sorprendente è quella del 2005, quando fu ritrovata intatta nella 'huaca' , ossia il sito cerimoniale, di Cao Viejo, l'enigmatica 'Senora de Cao', una giovane donna della cultura precolombiana Moche, a cui sono stati attribuiti poteri divini, che governò il nord del Perù 1700 anni fa. Oggi è ospitata nel Museo Cao, all'interno del complesso archeologico di El Brujo, 700 chilometri a nord di Lima. 

Quando tornò alla luce quattro anni fa in un involto funerario sepolto a tre metri di profondità,  ben protetto dall'acqua e dell'umidità del sottosuolo, gli autori della scoperta restarono senza fiato. Grazie a speciali tecniche di imbalsamazione, l’unica governante donna di cui si abbia notizia in Perù, era praticamente intatta: indossava 18 collane d'oro, argento, lapislazzuli, quarzo e turchese e diademi di rame dorato. E su braccia, mani e piedi erano ancora ben visibili colorati tatuaggi di serpenti, rane e ippocampi, probabilmente simboli della fertilità della terra e di doti divine. 

Per gli abitanti della regione, la dignitaria della cultura Moccica, oggi rappresenta anche un'importante speranza di poter migliorare le loro condizioni di vita, attraverso la vendita di souvenir e prodotti artigianali. In Perù sono state ritrovate anche importanti sepolture multiple dove il defunto, nella maggior parte dei casi un personaggio importante, era sepolto assieme a una serie di 'accompagnatori' sacrificati al momento della sua morte. In particolare si trattava di guardiani e inservienti che dovevano proteggere e aiutare il signore dopo la sua morte. 

Generalmente, in questi tipi di tombe le persone sacrificate erano deposte attorno al sarcofago di canne che accoglieva il corpo del signore. Delle volte si preferiva deporre solo parti di un corpo, come la testa o le mani: un'usanza considerata dagli archeologi un'innovazione dei Moche, tramandata poi ai Chimù, altro popolo che abitava nella costa nord del Perù. La civiltà moccica è nata tra il I e il VII secolo d. C., durante l'epoca preincaica, sviluppandosi nella lunga striscia di terra desertica della costa settentrionale peruviana. 

Qui ci sono gli antichi resti di templi piramidali, palazzi, fortificazioni, opere di irrigazione e cimiteri che testimoniano l'alto livello di sviluppo raggiunto nell'arte e nell'organizzazione complessa di questa antica civiltà nata nella valle tra Moche e Chicama, nella regione 'La Libertad'. Un popolo che aveva affondato le sue radici prima nelle valli di Virú, Chao, e poi nella regione di Ancash, verso Sud. Più a Nord, l'espansione della cultura moccica aveva toccato anche la valle del fiume Piura. Infine, nelle regioni montuose della sierra, i moche avevano occupato solo in parte le valli, trovando la resistenza dei Recuay, che ne avevano fermato la conquista, nonostante ci siano tracce che evidenziano un'interazione tra le due culture.

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