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Architettura

Brasile, dall'utopia urbanistica all'essenza dell'arte

A Prato ventisette artisti del Paese latinoamericano per indagare la rappresentazione dello spazio come metafora di libertà espressiva e integrazione delle diversità.
Francesco Amorosino - 02/12/2009
Fonte: Courtesy Isisuf
Un Paese diviso tra antichità e modernizzazione, preso tra la magia dell'America latina e la spinta globalizzante degli Stati Uniti, dove l'utopia di una città ideale, Brasilia, è stata superata dalla realtà di un mix di identità inscindibili. È proprio il Brasile, con le sue contraddizioni e i suoi artisti particolari e sempre più conosciuti, con Ernesto Neto in testa, il protagonista di "After Utopia", una mostra al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, a Prato, che indaga in modo originale la scena creativa del Paese.

Ventisette artisti per diversi modi di intendere la contemporaneità, con istallazioni sorprendenti e opere misteriose. Il percorso espositivo, come scrivono gli organizzatori, 'analizza l'arte brasiliana come se fosse un riflesso della propria identità d'origine, un effetto che ha superato qualsiasi stereotipo stabilito e poi conferito dalla cultura europea. La mostra trae spunto dalla metafora e dalla realizzazione di una delle più grandi utopie mai concepite: la città di Brasilia". "Un posto - proseguono - senza luogo che ha visto l'idea di una élite diventare un centro di potere reale. Brasilia è stata concepita come il punto di contatto tra il Brasile Arcaico e quello Moderno, che però restano a oggi ancora sconosciuti e incompresi".

Courtesy IsisufNon è, però, Brasilia il centro della mostra, ma è la chiave per comprendere come gli artisti rappresentano lo spazio, "facendolo diventare un simbolo del futuro pianificato e superato, un luogo che trasforma il tempo". Così i creativi, da Helio Oiticica a Waltercio Caldas, da Cildo Meireles a Ernesto Neto, da Laura Vinci ad Andrè Komatsu, ripropongono un'utopia brasiliana non così com'è stata concepita, ma in uno stato di superamento e di uscita, un 'luogo dell'assenza'.

Non l'ordine costituito, quindi, ma una più matura libertà espressione, in quanto "l'arte contemporanea brasiliana sviluppa oggi una differente utopia non più come progetto di autori, ma come processo estetico che combatte per la sua affermazione, per la sua liberazione, la sua rappresentazione terrena e la costruzione di una nuova società di giustizia e di un'uguaglianza di idee. Quella stessa società che non verrà più trasformata dal progetto di un autore, ma solo da un largo movimento interiore".

In questo senso la struttura dello spazio in Brasile può diventare una metafora per tutte le società occidentali, ricordando che le ideologie e le costruzioni calate dall'alto, senza che ci sia un moto spontaneo, finiscono per sfaldarsi, mentre nelle diversità, esaltate oggi dal Paese latinoamericano,  risiede la chiave per un futuro creativo e di benessere per tutti.

INFORMAZIONI
Titolo: After Utopia, a view on Brazilian contemporary art
Quando: Dal 24 ottobre al 14 febbraio 2010
Dove: Prato- Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Viale della Repubblica 277 - 
Orario: Dalle 10 alle 19, chiuso il martedì
Ingresso:Intero 5 euro, ridotto 4 euro
Tel: 0574.5317
Sito web: www.centropecci.it 


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