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Dead drops: il file sharing diventa street art

Il progetto di un artista di Berlino prevede l'installazione di dispositivi usb sui muri delle città per condividere messaggi, foto o musica con chiunque decida di connettere il proprio pc.
Francesco Amorosino - 09/12/2010
Fonte: www.deaddrops.com

Una volta si chiamavano pennette o chiavette, oggi i dispositivi usb sono di tutte le forme e colori e non ci si sorprende più a vederli spuntare da qualsiasi oggetto. Forse, però, a vederne uno fuoriuscire da un muro per strada qualche dubbio viene. Come resistere alla tentazione di connettere il proprio computer a quella pennetta usb che sembra essere stata prodotta dalla città stessa? Cosa avrà la metropoli da comunicare? E cosa si può, invece, lasciare in quella bizzarra cassetta della posta?



Sono solo alcune delle domande che nascono dal progetto 'Dead drops', un'idea semplice ma intrigante che si sta diffondendo nel mondo intero ad un ritmo vertiginoso: partita a ottobre  scorso come una performance artistica, è ormai un fenomeno globale. Nel gergo spionistico un dead drop è un oggetto o un luogo nascosto dove inserire messaggi che poi saranno raccolti dal destinatario. Può essere una crepa in un muro, un buco in un albero, una vecchia cassetta delle lettere abbandonata. Oggi le spie sono diventate più sofisticate e pare che utilizzino delle dead drop elettroniche in cui inserire o da cui prelevare file via rete wireless. Quelle inventate da Aram Bartholl sono forse un mix delle due.



L'artista berlinese ha ideato il progetto durante la sua permanenza a New York. Il concetto è semplice: si prende una pennetta usb, la si inserisce in una crepa in un muro o in un altro luogo evidente e pubblico, la si rende permanente, per esempio stuccando la crepa del muro, ed il gioco è fatto. All'interno c'è solo un file di testo in cui si spiega il progetto. L'unico modo per scoprire dove si trova il dispositivo è attraverso la mappa sul sito delle dead drops, dove chiunque ne crei una manda le coordinate e una foto del luogo dell'installazione. 



Da quel momento, chiunque si imbatta per caso nella pennetta può inserirvi o scaricarvi file, in uno scambio anonimo, se si vuole, e sempre sorprendente, una sorta di peer to peer reale e non virtuale, o di un file-sharing shakerato con street art. L'ideatore del fenomeno invita chiunque lo desideri a seguire il suo esempio installando una dead drop nella propria città, prediligendo quelle 'cementificate' nei muri degli edifici. Sul sito è possibile trovare tutti i consigli e i passaggi per creare una perfetta dead drop.



Bartholl, artista che lavora sui media e su internet, spiega di aver ideato il progetto perché in un'epoca di condivisione di messaggi virtuali e di apparecchi sempre più evoluti, è interessante vedere una pennetta usb, senza vita se non connessa ad un pc, e andare ad inserirsi nella città, "l'unico vero spazio pubblico", ponendo la questione di "ripensare la libertà di accesso e distribuzione dei dati". Una condivisione, insomma, che sia a metà strada tra il reale e il virtuale, che invita a scendere in strada senza dimenticarsi del computer e di stare a computer senza dimenticarsi di uscire all'aria aperta. 



Intanto anche l'Italia ha la sua prima dead drop: con il semplice nome di 'Roma Store' si trova nella Capitale in via dei Colli Albani 160, nei pressi della metropolitana. Ha una capienza di ben 4 gigabyte ed è stata installata il 28 novembre scorso. Sperando che nessuno la danneggi o se ne impossessi, non resta che correre in zona per lasciare un messaggio, una foto, un brano musicale nel dispositivo, in attesa che l'intera città possa raccoglierlo.




LINK:
- Dead drops




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