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Cronaca Arte

Civita di Bagnoregio: universitari pronti a salvare il Borgo

Firmato un protocollo d'intesa tra il Comune e la IUAV di Venezia per portare giovani studiosi di architettura e geologia nella città laziale candidata a patrimonio dell'umanità.
Francesco Amorosino - 02/05/2011
Non una città che muore, come la chiamò lo scrittore Bonaventura Tecchi, ma una città del futuro, costruita e restaurata alla maniera degli antichi, ma valorizzata e studiata con le tecnologie più moderne, una città abitata e custodita dai giovani, che sia un modello di sviluppo e di tutela per renderla non solo uno dei borghi più belli del nostro Paese, ma un patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco. È davvero ambizioso il progetto ideato dall'amministrazione comunale di Civita di Bagnoregio insieme all'Università IUAV di Venezia, unite in un inedito protocollo di intesa volto a rendere la splendida città medioevale un esempio di buona pratica nell'ambito della tutela dei suoi aspetti architettonici, geologici e ambientali.

Il documento è stato presentato lo scorso 20 aprile presso la sede romana dell'Associazione Civita nata nel 1987 per volere di Gianfranco Imperatori prendendo il nome proprio dal Borgo, da cui ha anche origine il suo logo, per recuperare e valorizzare la città. In questo senso il protocollo è una vera e propria pietra miliare nel cammino dell'associazione, che mira a portare nel Borgo docenti, esperti internazionali, studenti e intellettuali per proporre Civita come sede di un nuovo progetto sulla salvaguardia dei beni architettonici, storici e paesaggistici italiani. Non si tratta solo di organizzare corsi e seminari per studenti e laureati, ma anche una serie di tavole rotonde con i massimi esperti in campo architettonico, paesaggistico, sociologico e della cultura italiana ed europea.

Terminata questa prima fase di studio sarà possibile passare all'attuazione di progetti concreti sfruttando le risorse già messe in campo: il sostegno economico di 2 milioni di euro per il dissesto idrogeologico garantito a Civita di Bagnoregio grazie all'accordo di programma tra il ministero dell'Ambiente e la Regione Lazio, oltre al contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri pari a 850mila euro. Per secoli ferita da terremoti, frane e abbandoni, Civita si avvia ora a una nuova vita.

All'incontro era presente anche Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio, che ha annunciato la prossima apertura del museo di geologia intitolato a Imperatori e ha lodato il "protocollo con l'Università di Venezia, una struttura prestigiosa, con la cui collaborazione procederemo nell'analisi dello stato attuale della Civita di Bagnoregio, studieremo la prevenzione sismica per poi definire le migliori strategie per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio. Intendiamo riunire - ha continuato - una serie di esperti che possano diventare un gruppo di lavoro permanente per studiare l'urbanistica e il paesaggio di Civita". Tra i tanti progetti il sindaco ha citato il recupero di un ecomostro vicino al comune, un rudere che potrebbe essere "una prima palestra per la collaborazione", e la valorizzare del ponte di accesso al borgo antico, oltre all'eliminazione delle barriere architettoniche. Il primo cittadino ha, infine, puntato il dito contro l'Enel: "È una ferita mortale la richiesta di valutazione di impatto ambientale per un parco eolico enorme incastonato tra Civita e il lago di Bolsena, visibile dal bacino e parzialmente visibile dalla cittadella. Credo che l'intervento di chi può fermare questo scempio sia doveroso".

Sollecitato da una domanda su questo punto, Roberto Cecchi, segretario generale del ministero per i Beni e le attività culturali, ha evidenziato gli "sforzi notevoli fatti in collaborazione con altri ministeri per la creazione di linee guida, uno strumento che non viene sempre utilizzato al meglio, soprattutto quando si parla di eolico o fotovoltaico. La metafora può essere quella del  coltello che se si usa per mangiare è virtuoso, ma si può anche utilizzare per ammazzare, e la stessa cosa vale per le energie rinnovabili. Noi abbiamo sviluppato il principio del minimo intervento, con modi per evitare sovrapposizioni di cultura e di speculazione edilizia, privilegiando la tutela del patrimonio architettonico e paesaggistico". Cecchi ha sottolineato, inoltre, l'importanza di recuperare la cittadella di Bagnoregio dopo un'attenta analisi degli strumenti da adottare per il restauro: "Prima si consolidava tutto con il cemento armato e succedeva come accaduto a l'Aquila, dove il cattivo cemento è stato il vero martello che ha prodotto i danni seri. Bisogna, invece, puntare sull'attenzione e sulla conoscenza per disciplinare la nostra attività".

"È tutto ciò che c'è intorno che ha bisogno di Civita e non Civita che ha bisogno di ciò che c'è intorno", ha detto il professore Eugenio Vassallo, ordinario di 'restauro architettonico' presso la IUAV. "Bisogna capire come Civita può essere al centro di un circuito non solo culturale ma anche turistico ed economico e dobbiamo affrontare questo obiettivo insieme alla comunità, insieme a tutte le persone che possono stabilire con noi un dialogo, dagli accademici alle istituzioni. Al centro di tutto, però, ci devono essere gli studenti, sono loro la vera sfida. Devono sì essere studenti della nostra università, così lontani dalla sede ma proprio per questo più stimolati, ma non solo loro".

Anche Giancarlo Carnevale, Preside della facoltà di Architettura dell'IUAV ha sottolineato come proprio nell'apertura ai giovani ricercatori "si concentrano le aspettative". Il docente ha spiegato come a Venezia vengano ogni anno attivati dei "workshop estivi che vedono per tre settimane convergere in città professori da tutto il mondo con 1800 studenti dei primi tre anni che lavorano mattina, pomeriggio e notte con entusiasmo in 30 atelier per creare 30 mostre diverse. In quell'occasione io ho visto questi giovani, che di solito tornano in famiglia dai vecchi amici e non riescono ad avere un impatto emotivo in cui vivere la città e il mondo, mostrare improvvise crescite". L'intenzione quindi è di "portare uno di questi workshop a Civita e ci piacerebbe poter invitare grandi nomi, una presenza necessaria non tanto per il contributo che può venire e per il riferimento importante, ma soprattutto per il trascinamento emotivo che portano con sé". 

Non ci si ferma qui, perché "il secondo livello è quello del tirocinio, da noi obbligatorio con 300 ore di attività. Spesso viene svolto nello studio di un parente o di un collega, sprecando l'occasione. Invece possiamo focalizzare dei tirocini specializzati su Civita, ottenendo una forza lavoro intellettuale molto qualificata in grandi quantità,  con l'università che diviene davvero un centro di formazione. Si tratta dunque di un'ottima occasione per noi, ma soprattutto per i nostri studenti". 

Già da qualche anno Civita di Bagnoregio ha dimostrato di non essere una città morta, ma la location ideale per una serie di manifestazioni culturali come il Festival Civitarte, che quest'anno avrà luogo tra la fine di luglio e la prima settimana di agosto, o il Civita Summer Jazz dal 3 all'8 agosto, senza dimenticare il Festival dei motori nel cinema che l'Associazione Civita di Bagnoregio Film Fest porta al Borgo per la seconda edizione durante la seconda settimana di luglio. Tutti appuntamenti che vogliono donare linfa vitale a una cittadella che merita di essere valorizzata al meglio per poter figurare nella lista dei siti giudicati dall'Unesco come patrimonio dell'Umanità. Le premesse perché questo obiettivo venga raggiunto ci sono tutte, ora sta ai firmatari del protocollo usare le risorse messe in campo in modo virtuoso per permettere poi ai giovani, veri protagonisti di questa avventura, di portare Civita a compiere il suo destino.     
 

LINK
- Il sito web del Comune di Bagnoregio
- Il sito web dell'Associazione Civita

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