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Fotografia

Steve McCurry: "La mia macchina fotografica è il mio passaporto"

Il museo Macro di Roma dedica una mostra personale ad uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, seguito soprattutto dai giovani che nelle sue immagini riconoscono un modo di guardare il nostro tempo
Francesca Nanni - 06/12/2011
"Per me la fotografia è il racconto di una storia, un'esperienza, vedere e vivere culture e persone diverse, un bisogno di viaggiare e osservare, ecco perché la mia macchina fotografica è il mio passaporto". Una vita trascorsa da nomade, in giro per il mondo, trasformando questo suo errare a caccia di sguardi, individui, popoli e atmosfere, in uno stile narrativo per immagini assolutamente unico. Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia, punto di riferimento per un vasto pubblico, soprattutto di giovani, torna a Roma con la sua personalissima finestra sul mondo al Museo d'Arte Contemporanea Macro fino al prossimo aprile 2012.

Oltre 200 scatti, selezionati dal suo vasto repertorio racchiuso in oltre 30 anni di carriera, per un viaggio inteso e suggestivo in cui si fondono luoghi e persone seppure in latitudini diverse, da un capo all'altro del pianeta. I volti e i colori dell'Afghanistan e del Tibet, i viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba e l'Oriente. E poi lei, Sharbat Gula, la ragazza afghana dagli occhi verdi che ha incantato il mondo dalla copertina del National Geographic nel 1984. A lei, divenuta nel tempo una vera e propria icona, il fotografo americano e il Macro dedicano un'apposita sezione che racconta la sua storia attraverso scatti mai visti e gran parte del materiale raccolto dallo stesso McCurry in giro per il mondo.

"Probabilmente il motivo per il quale l'immagine della ragazza afghana è diventata un'icona - ha spiegato McCurry in conferenza stampa il 2 dicembre scorso - è perché in quella foto c'è una combinazione di elementi che l'hanno resa particolare. È una bambina di dodici anni, molto bella e in quel momento, durante lo scatto, probabilmente non pensa a nulla, è semplicemente se stessa. Forse è per questo che è così speciale". Un'immagine che racchiude l'essenza dei ritratti di McCurry, specchio di un complesso universo di esperienze, storie, emozioni, dolori, paure, speranze per fermare le quali è necessaria l'attesa: "Ho imparato a essere paziente - ha detto il fotoreporter -. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te".

Dopo aver portato all'attenzione del pubblico i volti e i colori dell'Afghanistan e del Tibet, gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba e l'Oriente, in questa esposizione Steve McCurry rende un personale omaggio all'Italia nel 150 anno della sua Unità, con una serie di scatti realizzati nel corso del 2011 da Nord a Sud del Paese appositamente per questa mostra. Inoltre, saranno presentati per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011, del progetto 'The last roll', ovvero le immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak.

La cura della mostra e il progetto del suggestivo allestimento sono di Fabio Novembre, uno dei maggiori protagonisti del design e della cultura dell'immagine in Italia: "Gli scatti di Steve McCurry - ha spiegato alla stampa - sono in un certo senso tridimensionali, ecco perché ho voluto riportare questo effetto 3D nello spazio del museo le cui pareti diventano struttura, capanne, igloo, cioè le case dei soggetti ritratti". "I ritratti di McCurry - ha aggiunto - ritraggono i soggetti deboli del pianeta, ecco allora che il Macro si trasforma una sorta di villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry".

"I soggetti delle foto di Steve McCurry - ha concluso Fabio Novembre - sono la realtà nascosta dietro quella comunicazione patinata che pensa di rappresentare l'umanità, forendoci testimonianze visive per confrontarci con la diversità. C'è la vita e c'è la morte nelle foto di Steve, e quel breve o lungo percorso che le unisce; come il percorso e il senso stesso di questa mostra che porterà gli stessi visitatori ad essere nomadi per scelta, pionieri per necessità". 


MATERIALI
- Steve McCurry: biografia e riconoscimenti



INFORMAZIONI
Titolo:
'Steve McCurry'
Quando: dal 3 dicembre 2011 al 29 aprile 2012
Dove: Museo Macro, La Pelanda
Orario: Da martedì a domenica dalle ore 15.00 alle 23.00 (la biglietteria chiude 45 minuti prima). Ultimo ingresso alle ore 22,15. Aperture straordinarie 26 dicembre 2011; 9 e 23 aprile 2012
Ingresso: € 10,00 intero, € 8,00 ridotto (per minori di 18 e maggiori di 65 anni, gruppi di 15 persone, universitari con tesserino e titolari di apposite convenzioni), € 4,00 ridotto speciale (gruppi di studenti delle scuole elementari, medie e superiori). Gratuito per minori di 6 anni, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tesserino, disabili con un accompagnatore.
Telefono: 06.06.08 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)
Siti web: Steve McCurry a Roma / Steve McCurry al Macro 

LINK
- Sito web di Steve McCurry

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