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Chagall, ebreo errante in un mondo capovolto

A 25 anni dalla morte arriva a Roma la mostra celebrativa con 140 opere dell'artista russo, capace di creare un universo senza gravità e le forme i colori sono metafore viventi.
Francesco Amorosino - 17/01/2011
Titolo: Marc Chagall, 'L'uomo con la testa rovesciata'
Fonte: Ara Pacis
Esiste un quadro che sembra avere il preciso scopo di ribaltare il senso della realtà, di modificare la forza di gravità, di alterare le nostre percezioni. Un uomo vestito di bianco sta seduto su quello che sembra essere il tetto di una casa, ha la testa talmente all'indietro da sembrare fatto di gomma, il suo sguardo si perde in alto, lontano dalla città sottostante. Ma siamo sicuri che sia questa la posizione giusta della tela? In alto a sinistra, infatti, c'è la firma dell'autore, ma è capovolta. Va dunque capovolto anche il quadro? 



Osservando 'L'uomo con la testa rovesciata', di Marc Chagall, il dubbio resta. Forse proprio da questa impossibilità apparente di determinare il corretto posizionamento dell'opera nasce la mostra 'Chagall. Il mondo sotto sopra' la quale, dopo il successo riscosso al Musée National Marc Chagall di Nizza, che l'ha prodotta e ospitata fino a ottobre 2010, arriva al Museo dell'Ara Pacis di Roma fino al 27 marzo 2011. Una location che sembra ideale: le algide pareti del piano basso della teca progettata da Meier contrastano alla perfezione con le esplosioni di colori tipiche dei quadri del pittore russo, così violenti, vivaci, carichi di pulsioni oniriche e metaforiche. 



Per Marc Chagall, nato nel 1887 e morto nel 1985, il 2010 ha segnato i venticinque anni dalla scomparsa e la mostra ne celebra appieno la lunga vita, presentando circa 140 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, provenienti da collezioni private, dal Musée National D'art Moderne Centre Georges Pompidou e dal Musée National Marc Chagall di Nizza. Molteplici le tecniche presenti in mostra: olio, guache, inchiostro, acquaforte, puntasecca, e poi una chicca che si vede raramente: delle lastre di rame incise utilizzate per queste ultime due modalità espressive.



La bellezza e il fascino di queste opere non è solo nei colori e nella tecnica particolare, comunque 'accessibile' al grande pubblico, ma nell'immenso numero di livelli di lettura che contengono, date le influenze che il pittore ha avuto nella sua lunga, avventurosa vita. Nato il 7 luglio 1887 a Vitebsk, attuale Bielorussia, in una povera famiglia ebrea, scopre presto il suo talento artistico e nel 1911 si reca a Parigi dove incontra artisti come i Delaunay, Léger, Modigliani e scrittori come Max Jacob, André Salmon, Guillaume Apollinaire. Trovatosi in Russia nel 1917, all'inizio della Rivoluzione d'Ottobre, diventa direttore della Scuola delle Belle Arti e commissario delle Belle Arti a Vitebsk, ma non si piega ai dettami stilistici del Partito, perseverando nel suo stile. Successivamente si trasferisce a Parigi, ma viene classificato come 'artista degenerato' dai Nazisti ed è costretto a fuggire negli Stati Uniti nel momento in cui la Francia viene occupata. Vi tornerà a guerra finita, risiedendo lì fino alla morte, nel 1985.  



Questo continuo alternarsi di situazioni, rivoluzioni, capovolgimenti che hanno cambiato il mondo nel corso del Novecento, è la fonte di ispirazione per l'universo sottosopra di Chagall, come lo stesso pittore ammette quando sostiene, nella sua autobiografia, che "la Russia si copriva di ghiaccio. Lenin l'ha messa sottosopra, proprio come io ribalto i miei quadri". Pur aderendo all'ideale comunista, Chagall non si fonderà mai appieno con la visione sovietica, e neanche il Partito riuscirà a capirlo appieno. Emblematico è l'episodio citato da Maurice Fréchuret, direttore dei musei nazionali del XX secolo delle Alpi-Marittime e curatore della mostra insieme alla responsabile delle collezioni al Musée National Marc Chagall, Elisabeth Pacoud-Rème. 



Nominato commissario delle Belle-Arti di Vitebsk, sua città natale, nel settembre 1918, Chagall organizza una grande manifestazione artistica per commemorare il primo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Le strade vengono tappezzate di bandiere sono esposte anche le opere di Chagall che rappresentano figure insolite, che suscitano l'entusiasmo del pittore, la curiosità degli operai, la commozione dei dirigenti di partito: "Tutti si sono messi a copiare le mie mucche e i miei cavalli. E il giorno 25 ottobre, in tutta la città, le mie bestie multicolori sventolavano, gonfie di rivoluzione. Gli operai avanzavano cantando l'Internazionale. A vedere come sorridevano, sono certo che mi avevano capito. I capi, i comunisti, sembravano meno soddisfatti. Perché la mucca è verde? E perché i cavalli volano in cielo?".



Proprio in quel mondo assurdo sta la forza delle tele di Chagall: come scrive Fréchuret "ognuna di esse racchiude episodi in cui anche gli esseri umani, gli animali, gli oggetti raffigurati sono stati trasposti, trascinati, traghettati, cosicché le loro immagini – messe sottosopra – si sono allontanate dal porto sicuro delle verità contingenti. I dipinti si aprono spesso e volentieri su paesaggi compositi in cui gli elementi, sfidando la legge di gravità, roteano senza meta e trasgrediscono le norme dell'ordine classico cui soggiace solitamente qualunque raffigurazione. Sono, insomma, il frutto di una visione unica del mondo". 



In questo universo ricco di sfumature, speranze e paure, si aggira l'ebreo errante della tradizione, un individuo in cerca del luogo in cui spesso l'artista stesso si identifica. Perennemente alla ricerca del suo posto, attraverso una vita che l'ha portato a conoscere le menti più fertili della sua epoca, ma anche gli orrori più grandi, Chagall non ha mai dimenticato la tradizione del suo Paese, tanto che si avverte l'influenza delle stampe popolari russe, ma anche la dimensione onirica del Surrealismo. Più di altri il pittore è riuscito a creare un ponte magico, misterioso, familiare, tra l'Europa dell'Est e dell'Ovest, fondendo culture vicine e distanti, donando una traccia per una convivenza e una condivisione che sarebbero state possibili solo dopo molti anni e troppe sofferenze. 



INFORMAZIONI:
Titolo:
'Chagall. Il mondo sottosopra'
Dove: Museo dell'Ara Pacis, Lungotevere in Augusta, angolo via Tomacelli, Roma
Quando: dal 22 dicembre 2010 al 27 marzo 2011
Orari: da martedì a domenica dalle 9 alle 19
Ingresso: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Tel: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
Web: Ara Pacis

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