Royale' Creative

facebook twitter

Mostre

Europunk: il trionfo dell'anarchia visiva

All'Accademia di Francia a Roma una mostra straordinaria indaga gli aspetti grafici di uno dei movimenti musicali più rivoluzionari di tutti i tempi, che ha cambiato anche il modo di fare arte.
Francesco Amorosino - 24/01/2011
Titolo: Jamie Reid Manifesto per l'uscita di The Sex Pistols 'God Save the Queen' 1977
Fonte: Villa Medici

"I am an anarchist" gridavano i Sex Pistols alla fine degli anni Settanta in 'Anarchy in the U.K.', una canzone che è divenuta il manifesto di un movimento, il punk, caratterizzato dalla ricerca frenetica della libertà e dall'opposizione a tutto ciò che ponesse delle regole. Un fuoco, quello del punk, che ha investito l'Inghilterra spazzando via le vecchie convinzioni e si è diffuso in tutta Europa con modalità diverse, invadendo ogni ambito della vita, dalla moda alla grafica. Questo ultimo punto, però, finora non era mai stato approfondito in modo metodico, in quanto le rivoluzioni visuali portate dal punk vengono spesso adombrate dalla musica dirompente. Eppure le trovate spesso geniali comparse su dischi, fanzine, manifesti, magliette, sono ancora oggi fonte d'ispirazione per i creativi.

Proprio per colmare questo vuoto nasce una mostra unica nel suo genere: 'Europunk - la cultura visiva punk in Europa 1976-1980', ospitata dal 21 gennaio al 20 marzo 2011, presso l'Accademia di Francia a Roma a Villa Medici, luogo fuori dal comune per un'esposizione tutt'altro che istituzionale, con la violenza e la forza travolgente del punk che contrasta in maniera perfetta con la pacata bellezza della villa e dei suoi giardini. A 35 anni dall'esplosione del movimento vengono raccolti per la prima volta più di 550 oggetti provenienti da collezioni pubbliche e private, capaci di mettere in evidenza quante diverse declinazioni avesse assunto nei vari Paesi europei. 

Alec von Tavel Poster per le serate Super Punk Club Hey Zurich 1977Una mostra che espone al tempo stesso oggetti d'arte, cimeli, pezzi di storia della musica e testimonianze di un periodo, la fine degli anni Settanta, caratterizzato da una frenesia che forse non si è mai più ripetuta. Un percorso denso, durante il quale è facile e giusto perdersi tra le suggestioni, immergendosi tra immagini inquietanti, caratteri che vogliono esplodere dalle pagine, colori violenti e bianchi e neri allucinati. La musica è presente ma solo per introdurre, aprendo proprio con 'Anarchy in the U.K.' e concludendo con i Joy Division.

"È importante che questa mostra sia qui, è il momento giusto per far capire che questo movimento è una grande forma d'arte del XX secolo, per me più importante di altri, come l'Arte povera o la Transavanguardia" ha spiegato durante la presentazione della mostra Éric de Chassey, direttore dell'Accademia di Francia a Roma, curatore insieme a Fabrice Stroun e collaboratore del MAMCO di Ginevra, dove l'esposizione sarà ospitata dall'8 giugno al 18 settembre 2011.

Lungo le varie sezioni della mostra è possibile conoscere o approfondire personalità quali Jamie Reid, che inventò il celebre volto della regina con gli occhi e la bocca coperti dal nome della band dei Sex Pistols e dal titolo della canzone 'God Save the Queen', Malcolm McLaren, ideatore, manager e deus ex machina della stessa band, o il team francese Bazooka (costituito da Olivia Clavel, Lulu Larsen, Kiki Picasso, Loulou Picasso, Ti-5 Dur, Bernard Vidal e Jean Rouzaud) di cui sarà esposta l'abbondante produzione di questo movimento rimasta anonima per molto tempo e scovata dopo una lunga ricerca attraverso l'Europa.

Chronique de la resistance graphique n°1 Kiki PicassoAgli oggetti del passato si affiancano alcune opere site specific di quattro artisti della generazione immediatamente successiva. Gli svizzeri di Losanna Francis Baudevin, Stéphane Dafflon e Philippe Decrauzat partecipano, nelle vesti di 'No Picture Available', collettivo nato nel 2002, con interventi murali e stampati che fanno eco alla iconografia che accompagnava la produzione dei gruppi punk. Il londinese Scott King rivisita invece il proprio lavoro alla luce dei rapporti formali possibili tra alcune copertine di dischi, rappresentative di una delle tematiche centrali della iconografia punk, e un avvenimento politico (l'attentato anti-industriale durante il quale morì l'editore Feltrinelli) che rende forse possibile spiegare il carattere tardivo dell'avvento del punk in Italia.

"In questa mostra, per la prima volta, indaghiamo gli aspetti visuali del Punk, ai quali non si è molto attenti, perché vengono adombrati dalla musica, ma i creativi di oggi sono, invece, molto attenti a cogliere elementi. La caratteristica fondamentale - ha illustrato de Chassey - è che tutti possono suonare strumenti, tutti possono produrre immagini, non c'è la questione di trovare un pubblico. Ma se all'inizio il punk voleva fare tabula rasa del passato, in una seconda fase ha provato a riordinare il mondo".

La mostra, dunque, si concentra soprattutto sulla prima parte della storia del punk, senza approfondire ciò che è accaduto dopo, 'istituzionalizzando' il genere e in gran parte copiando o ispirandosi a ciò che è avvenuto in precedenza. Lo scopo era proprio quello di mettere in luce le origini e le esperienze più tumultuose del movimento, anche perché, come ha sottolineato il curatore "era impossibile indagare gli aspetti odierni del punk, sono troppo vari e sarebbe un'altra mostra che forse un giorno faremo. Oggi è in atto un business del punk e contro la sua mercificazione noi dobbiamo dire che questi oggetti sono vere forme d'arte da vedere e capire".

La mostra, inoltre, ogni giovedì si animerà con dj set dalle 19, proiezione di docufilm dedicati al punk dalle 20 alle 23 che documentano anche esibizioni di The Sex Pistols, Generation X, The Slits, Slaughter & The Dogs, The Clash, Subway Sect, Alternative TV, Wayne County, Siouxsie & The Banshees, X-Ray Spex, Johnny Thunders & The Heartbreakers Ici Paris, Astroflash, Edith Nylon. Inoltre due serate saranno dedicate a concerti live. Ulteriori motivi, dunque, per visitare una mostra che per originalità, coraggio, varietà e attualità è veramente imperdibile e non solo per gli appassionati del punk. Perché chi non lo fosse dopo la visita di certo lo diventerà. 


INFORMAZIONI:
Titolo:
'Europunk - la cultura visiva punk in Europa 1976-1980'
Dove: Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, Viale Trinità dei Monti, 1, Roma
Quando: dal 21 gennaio al 20 marzo 2011
Orari: martedi/domenica dalle 10.45 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00, il giovedì fino alle 23.00
Ingresso: biglietto d'entrata a Villa Medici (inclusa la visita guidata dei giardini): intero 9 euro ridotto 7 euro; biglietto d’entrata solo per la mostra: intero 6 euro, ridotto 4,5 euro, minori di 25 anni 3 euro, minori di 10 anni gratuito
Tel: 0667611
Web: Villa Medici


 
bullet hover email hover menu arrow