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I colori liberi di Turcato riscaldano Terni

Presso il Caos una grande retrospettiva celebra il pittore 'anticonformista' capace di cambiare stile e di scoprire sempre nuove tecniche espressive, fino a creare incredibili sculture.
Francesco Amorosino - 03/11/2010
Titolo: Le vele di 'Oceanica'
Fonte: Francesco Amorosino
'Le libertà espressive sono di chi se le prende'. È questo il credo celato dietro il lavoro di Giulio Turcato, che di libertà nelle sue opere ne ha prese tante e alla libertà ha dedicato le sue creazioni più celebri e belle. Le sette 'Libertà' sono sculture che svettano per circa nove metri sopra il lago di Piediluco, nei pressi di Terni.

Dal momento dell'installazione sono trascorsi una ventina d'anni e gli agenti atmosferici hanno sbiadito i colori un tempo scintillanti, per questo era giunto il tempo di un bel restauro. In occasione della rinascita in grande stile delle sette sculture, nei pressi dello specchio d'acqua con il quale interagiscono creando uno scenario incantato, a Terni è stata inaugurata una retrospettiva dedicata al pittore amante dell'arte astratta e del colore.

Ad ospitare la rassegna è il magnifico Centro Arti Opificio Siri (Caos), fino al 1793 una ferriera pontificia, dal 1910 un laboratorio chimico, e oggi luogo di sperimentazioni culturali e sede della pinacoteca civica e del museo archeologico. Un luogo atipico e colorato in una città industriale e fredda. È proprio Turcato a restituirle calore, prima grazie alle sculture vivaci, realizzate proprio a Terni, città del metallo, poi attraverso le opere in mostra, oltre settanta e alcune inedite, per la maggior parte provenienti dall'Archivio Turcato di Roma, grazie alle quali è possibile scoprire la continua sperimentazione che ha accompagnato la sua evoluzione creativa.

La mostra è suddivisa in due sezioni: la prima presenta un percorso antologico che si snoda dalla seconda metà degli anni '40 al 1992 (anno in cui si interrompe l'attività dell'artista), la seconda è dedicata allo studio per giungere alle 'Libertà' con bozzetti e splendidi collage, e al racconto del processo di restauro del gruppo delle sculture ternane. Nell'interessante allestimento dell'esposizione spiccano cinque opere sospese nel cielo: la prima, 'Aquilone', è una scultura in legno dalla forma minimalista ma molto efficace nel ricordare una farfalla, le altre sono le tele dal titolo 'Oceanica', splendide nei colori sgargianti e nella forma, che spezza i confini del rettangolo per somigliare a delle vele o a tavole da surf.

La creatività di Turcato è evidente nei diversi tipi di tecnica adottata, rispondente ad esigenze espressive differenti: a tratti espressionista, altre volte simile a Mondrian, altre ancora minimalista fino all'eccesso, come nello splendido 'Composizione rosso febbre', dove il colore dominante è interrotto da alcune piccole macchie, mentre avvicinandosi alla tela è possibile scoprirne la superficie materica e irregolare. Ciliegina sulla torta sono le tre 'Libertà' alte cinque metri, presenti lungo il percorso espositivo.



"Le sette Libertà sono state realizzate nel 1989 dall'officina Monari qui a Terni - ha raccontato la curatrice della mostra, Silvia Pecoraro, durante la presentazione - dove la cultura si sposa con l'industria. Averle installate in un luogo ricco di acqua e nei pressi di un borgo antico dà la dimensione perfetta dell'Umbria, di Terni, della simbiosi di acqua e fuoco che plasmano il paesaggio, un simbolo della cultura contemporanea". La Pecoraro ha messo in risalto il nome stesso delle sculture, indicando nella libertà "lo stimolo straordinario per realizzare una mostra su questo tema: il lavoro di Turcato aiuta a recuperare il senso di questa parola oggi abusata, diventata slogan politico senza significato".

Turcato ha però sempre curato il risvolto politico delle sue opere, è sempre stato impegnato socialmente, tanto da aver preso parte alla Resistenza. La libertà, dunque, è il fine ultimo della politica e "Non è scegliere tra opzioni, ma creare le nostre opzioni della realtà", spiega ancora la curatrice, individuando in Turcato un pittore "anticonformista", che non si è mai adeguato neanche al proprio stile, cercando sempre di evolvere. Silvia Pecorrao ha infine espresso il desiderio che le tre 'Libertà' in legno realizzate nel '73 e restaurate per l'occasione della mostra, restino nel museo del Caos per essere valorizzate e non essere rinchiuse di nuovo in un magazzino. Speriamo che la richiesta sia ascoltata, perché le semplici forme colorate di Turcato, così potenti ed espressive, meritano di svettare nell'aria alla ricerca della libertà. 



INFORMAZIONI
Titolo:
Giulio Turcato. Libertà
Dove: Centro Arti Opificio Siri (Caos), Viale Campofregoso, 98, Terni
Quando: dal 17 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
Orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, sabato dalle 10 alle 24, domenica dalle 10 alle 20 (dal 31 ottobre chiusura ore 19 tranne il sabato)
Ingresso: intero 5 euro, ridotto 3,50 euro
Tel: 0744.285946
Web: Caos Museum

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