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Mostre

I colori sapienti di Echaurren esplodono a Roma

A Palazzo Cipolla una straordinaria personale dell'artista con opere inedite che fondendo pop art e action painting trasformano la Capitale in un mondo di simboli e visioni astratte
Francesco Amorosino - 13/01/2011
Titolo: 'I vertici azzurri di Roma', 2010, acrilico su tela,
Fonte: Fondazione Roma Museo
Pablo Echaurren è una grande scoperta, anzi, una ri-scoperta, perché il suo tratto deciso ed essenziale, e i suoi colori vivaci e caldi non sono nati pochi giorni fa, ma da molti anni spuntano su copertine di libri, manifesti di eventi, fumetti. Si tratta poi di una ri-scoperta perché è capace di 'rubare', come solo i veri creativi sanno fare, il meglio della storia dell'arte che l'ha preceduto e reinterpretarlo a modo suo, realizzando uno stile personalissimo ma in cui è semplice riconoscersi. Figurativo ed astratto, pop art e action painting, arte concettuale e futurismo: le opere di Echaurren sono trasversali e, in un certo senso, universali.

Di questo artista dal nome latino-americano, ma nato a Roma nel 1951, figlio del pittore cileno Sebastian Matta, è visitabile fino al prossimo 13 marzo una interessante personale, curata da Nicoletta Zanella, a Palazzo Cipolla, storica sede museale della Fondazione Roma e, a partire da questa mostra, dedicata solo al contemporaneo. 'Crhomo Sapiens', un titolo che evoca la 'sapienza' dei colori, ma anche il nostro bisogno fisiologico di varietà cromatiche, ripercorre con più di 200 opere gli oltre quarantanni di attività creativa dell'artista, partendo dalle opere più recenti e dedicate alla città in cui è nato e vive, per poi arrivare alle prime sperimentazioni degli anni Settanta. 

La sala iniziale è dedicata alle opere più recenti e inedite, dove elementi tipici dell'architettura e dell'immaginario della Capitale assurgono a simboli di un nuovo universo pop. Ecco dunque 'I vertici azzurri di Roma', con la statua del rinoceronte sormontata da un obelisco, figura che richiama l'elefantino di piazza della Minerva, circondata di obelischi luminosi, oppure le cupole che sembrano quasi esplodere di luce in 'Alba mammifera', l'aquila romana di 'Il cielo sopra Roma', il Colosseo danzante di 'La Grande Cipolla', le croci preziose di 'Il sangue & l'oro'. Tutti elementi dipinti con una spessa linea nera che ricorda la pop art e le opere di Keith Haring, con segni calcolati, precisi, puliti, cui si aggiungono, in un contrasto perfettamente bilanciato, schizzi di pittura violenti, più liberi e impetuosi, eredità di Jackson Pollock e dell'action painting. 

Eppure anche quando Echaurren utilizza il colore sottoforma di esplosione casuale o lo 'pettina' per produrre dei raggi o ci soffia sopra per espanderne la superficie, l'idea è sempre quella di un'attenzione misurata, di una risultato mai veramente imprevedibile. Un astrattismo piegato alla volontà di esprimere un'idea, una visione.

'Finché morte non ci unisca', 2009, acrilico su tela.

Nella prima sala è possibile ammirare anche 'Umbilicus Urbis', un mosaico tondo in marmo bianco, grigio scuro e oro, e degli oggetti bizzarri, a metà strada tra reliquiari, ex voto, sculture e gioielli, come 'In bocca alla lupa', dove il simbolo di Roma per eccellenza morde un osso e sotto di lei giacciono due teschi al posto di Romolo e Remo. Splendidi i gioielli, in particolare 'Happy new ear', degli orecchini in bronzo a forma di orecchie in cui sono incastonati altri due orecchini estraibili a forma di mosche in oro bianco e brillanti.

'Il mio ombelisco', 2004, scultura maiolicataSpettacolare anche la sala successiva, dedicata a Faenza, luogo in cui sono nate delle meravigliose ceramiche che riprendono varie suggestioni decorative dell'antichità, come mostri che cercano di mangiarsi l'un l'altro o simboli di difficile interpretazione, senza dimenticare i teschi, elemento ricorrente nelle opere dell'artista, per fonderle con i toni dell'azzurro, del blu e del bianco. Vengono richiamate alla memoria, a tratti, le sculture di Niki de Saint Phalle, in particolare in 'Nana blu', che anche nel nome rievoca le creazioni dell'artista francese scomparsa nel 2002 e a cui proprio la Fondazione Roma ha dedicato una bella retrospettiva l'anno scorso.

Ricca la sezione dedicata all'editoria, con una serie di collage del 1995 dove personaggi dei fumetti e dei cartoni animati si fondo con l'immaginario futurista, movimento particolarmente apprezzato dall'artista, che ne possiede un'importante collezione, per poi passare ai fumetti, colorati ed eccessivi, e ai tanti libri e manifesti che Echaurren ha illustrato, come il volume 'Girotondo' di Fabrizio De André.

L'altra grande passione dell'artista, la musica, emerge con prepotenza nel percorso con un'ampia sezione dedicata, dove è possibile ammirare non solo una recente serie di collage, ma addirittura uno strumento musicale, una bizzarra chitarra dal design futurista e moderno. Le opere successive, prodotte negli ultimi anni, riprendono e anticipano lo stile di quelle iniziali dedicate a Roma e presentano un mondo in cui sono gli strumenti musicali a comandare, con la pittura sgocciolante che evoca la musica e i pentagrammi che si perdono nell'infinito. 

Evocativi anche i titoli delle opere, spesso giochi di parole che richiamano titoli di canzoni, come nel caso di 'Love me Fender' o 'Sax Machine', mentre particolarmente forte è 'The Big Band', dove quattro musicisti dai lunghi capelli e occhiali tondi (i Beatles?), suonano in mezzo a draghi e a una pioggia di colore che sembra un forte vento musicale, richiamando, forse casualmente, una scena del recente film 'Scott Pilgrim VS the world'.

Concludono il percorso la serie dedicata alla natura, con il magnifico 'Colore in calore', una spaventosa eruzione colorata che sembra dover schizzare fuori dal quadro da un momento all'altro, e alcuni acquerelli degli anni Settanta, oltre a quattro curiose tarsie di stoffe imbottite. Una vera festa per gli occhi, insomma, che attraverso uno stile coinvolgente, colori accattivanti, figure spaventose e seducenti, ci parla di vita e morte, del mondo che abitiamo e di quello che vorremmo realizzare, e ci porta a riflettere sui simboli e le contraddizioni della società moderna, ricordandoci ciò che abbiamo attraversato e proiettando in parte in un futuro dove realtà e immaginazione sono la stessa cosa. 



SCHEDA:
Titolo:
'Pablo Echaurren. Crhomo Sapiens'
Dove: Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma
Quando: dal 18 dicembre 2010 al13 marzo 2011   
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 20
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro, scuole 3,50 euro, famiglia 15,50 euro (min 3 - max 5 persone)
Tel: 06 6786209     
Web: Fondazione Roma Museo

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