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Mostre

A Palazzo Braschi 70 capolavori inediti della Roma popolare e barocca

Hanno dimorato a lungo nel buio dei depositi ma adesso il Comune capitolino ha donato loro una giusta collocazione, uno spazio espositivo in cui ammirare, dal prossimo 3 maggio, le tele seicentesche di grandi artisti quali Van Wittel, Gagliardi, Lemaire.
Redazione - 29/04/2011
Titolo: Bernardino Nocchi, 'Allegoria per la fondazione del Museo Pio Clementino', 1790
Fonte: Museo di Roma
Luogo comune, per chi abita o si trova spesso a visitare la Città Eterna è che, nonostante le incursioni frequenti, non basterebbe una vita per scoprire l'immenso patrimonio artistico che la rende unica al mondo. E non c'è turista o semplice curioso che, trovandosi a passeggiare lungo i vicoli stretti o le grandi piazze romane, non abbia pensato almeno una volta a come dovessero essere, secoli prima, quelle stesse vie e quelle stesse piazze.

Le settanta opere pittoriche salvate dall'oblio dei
depositi ed esposte al Museo di Roma in Palazzo Braschi (dal 3 maggio al 2 ottobre 2011) riproducono fedelmente quel passato glorioso e popolare ormai perduto, fatto di giochi, rappresentazioni teatrali in piazza, vedute bucoliche di una città ancora immersa nel verde, cerimonie religiose sfarzose, ma sempre a misura d'uomo. Opere che con il loro fascino antico conducono lo spettatore in una dimensione completamente diversa da quella attuale, in un salto temporale che lo trasporta indietro di quattro secoli.

Il visitatore potrà scoprire o riconoscere i luoghi della Roma dei 'ludi', rivivere l'atmosfera inebriante delle giocose feste 'di popolo' attraverso dipinti, disegni, incisioni e bozzetti che evocano la Roma barocca del '600 e del '700, in continuità con i temi dell'esposizione permanente del museo Braschi, un percorso giocato tra rimandi e corrispondenze che raccontano la città, la sua storia ed i luoghi più suggestivi. Tra le vedute si spazia da quelle fantastiche di Jean Lemaire e di Bartholomeus Breemberg, mentre prospettiva e attenzione al quotidiano si intrecciano nei famosi panorami di Gaspar Van Wittel, meglio conosciuto in Italia come 'il Vanvitelli'.

Il museo romano di Palazzo Braschi si trova  a pochi passi da Piazza Navona e dalla famosa statua di 'Pasquino', che al tempo del 'Papa Re' ospitava sul suo marmo i proclama anonimi di protesta del popolo desideroso di libertà, e che tuttora ospita messaggi scritti da anonimi cittadini che esprimono il proprio punto di vista sulle istituzioni e il governo. Il visitatore, in un particolare salto spazio-temporale, si lascia dietro le spalle la Piazza Navona del ventunesimo secolo per ritrovare la stessa piazza riprodotta in un'acquaforte di Rouhier Louis del XVII secolo, focalizzata in particolare sulla Fontana dei Quattro Fiumi eretta da Gian Lorenzo Bernini nel 1651 e sull'obelisco.

Stessa emozione per la statua di Pasquino, appena vista così com'è attualmente, e ammirata poco dopo ne 'Il teatro di strada in Piazza Pasquino', dipinto di un artista fiammingo nel XVII secolo che racconta la diffusione degli spettacoli all'aperto tra '500 e '600 e ci consegna intatto il fascino di questi luoghi così diversi oggi, nella nostra quotidianità. E ancora rappresentazioni del Gianicolo, teatro del gioco delle bocce, e del Testaccio, luogo deputato ai ludi successivi al Giovedì grasso. E di nuovo la Fontana dei Fiumi del Bernini, ammirata questa volta in una tela dalle grandi dimensioni di Filippo Gagliardi, che la immortala durante una visita informale di Papa Innocenzo X, il committente dell'opera.

 

"Teatralità e liturgia si mescolano nei disegni che ritraggono le cerimonie religiose, i maestosi spettacoli, le coreografie collettive interpretate da tutta la città come i solenni cortei del Corpus Domini, le consegne della Chinea, la celebrazione dell'Anno Santo e, soprattutto, i cortei per il 'Possesso' del Papa a seguito dell'elezione – si legge nel comunicato stampa della mostra -. Le opere che raccontano questi momenti ci descrivono meglio di ogni altra cosa l'importanza dell'elemento spettacolare, del cerimoniale fastoso nell'esercizio del potere temporale. L'esibizione del potere, la sua celebrazione, la temporalità nella spiritualità". 

Ad impreziosire la mostra anche il grande cartone preparatorio, raffigurante Salomone e Betsabea, ideato dal Domenichino per uno degli affreschi nella cappella Bandini in San Silvestro al Quirinale. Numerosi anche i bozzetti in terracotta di angeli e santi  realizzati poi in marmo nelle chiese romane ad opera dei grandi scultori dell'epoca, come Melchiorre Caffà, Pietro Le Gros e Gian Lorenzo Bernini. Da sottolineare, infine, la preziosa pergamena con Atena Pallade, opera  di Joseph Werner, a testimoniare l'influenza dell'ambiente romano sulla sua produzione artistica intorno alla metà del Seicento.  


INFORMAZIONI
Titolo:
'In mostra al Museo di Roma opere mai esposte'
Dove: Museo di Roma, Palazzo Braschi, Piazza San Pantaleo/Piazza Navona
Quando: dal 3 maggio al 2 ottobre 2011, da martedì a domenica dalle 9 alle 21

LINK
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