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Anzola dell'Emilia: 30 anni di scavi alla scoperta della 'terramara'

Una mostra e un museo ricostruiranno la storia di un tipico villaggio emiliano dell'epoca del Bronzo Medio e Recente. Manufatti in ceramica, osso e pasta vitrea di buona fattura testimoniano la maestria e la 'modernità' dei membri dell'antico insediamento
Emanuele Dorru - 15/12/2011
Titolo: Particolare della copertina del libro 'Anzola al tempo delle terramare'
Fonte: Soprintendenza Beni Archeologici dell'Emilia Romagna
Terramara, che in dialetto emiliano indica la 'terra grassa', ricca di humus, è anche il nome dato agli antichi villaggi, sorti tra il XVI e il XII secolo a.C., nel territorio dell'attuale regione Emilia Romagna, che all'epoca era uno dei più densamente popolati del Vecchio Continente. Questi mini agglomerati urbani consistevano in un villaggio di forma quadrangolare, circondato da un profondo fossato, presente in oltre 250 siti lungo la pianura padana centrale.

La terramara di Anzola dell'Emilia è uno degli insediamenti rinvenuti nel corso di scavi trentennali, durante i quali gli archeologi hanno portato alla luce manufatti di notevole pregio. La terramara di Anzola presenta caratteristiche bizzarre per l'area compresa tra i fiumi Reno e Panaro: primo gli oltre 13 ettari di estensione dell'area, secondo la breve vita dell'insediamento (circoscrivibile al XIII sec. a.C., prima fase del Bronzo Recente), terzo la complessità dell'attività produttiva che, oltre alla ceramica e alla lavorazione di corno e osso, testimonia un'avanzata industria metallurgica nonché la più antica attestazione di lavorazione locale della pasta vitrea. 

ANZOLA AL TEMPO DELLE TERRAMARE. La mostra 'Anzola al tempo delle terramare', aperta al pubblico dal prossimo 17 dicembre, è allestita nella nuova sede espositiva del Museo Archeologico Ambientale di Anzola dell'Emilia e illustra i materiali rinvenuti nella terramara durante le numerose ricerche condotte nel territorio a partire dagli anni Ottanta. "I numerosi dati emersi nel corso delle indagini archeologiche e ambientali - si legge nel comunicato stampa della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna -, hanno permesso di ricostruire vicende e caratteristiche di un nucleo insediativo che aveva raggiunto una certa prosperità grazie alla fertilità del suolo e a una nuova forma di organizzazione sociale ed economica che rappresenta una peculiarità di queste popolazioni".


[Ricostruzione dell'insediamento emiliano di Anzola dell'Emilia]

Quella che apparirà agli occhi dei visitatori del museo sarà una comunità di 3mila 300 anni fa molto ben organizzata, aperta a traffici e commerci, un villaggio terramaricolo con svariate produzioni di una certa raffinatezza. "All'interno dell'area circoscritta dal fossato sono state trovate tracce sia delle basi che degli alzati di strutture abitative (capanne su terra) - continua il comunicato -, diversi pozzi per l’approvvigionamento idrico, canalette per il drenaggio e la distribuzione dell’acqua e buche di discarica. L'artigianato aveva grande importanza: è stata recuperata molta ceramica prodotta in loco, di buona qualità e soprattutto ben conservata, mentre la lavorazione del bronzo è attestata dal ritrovamento di una matrice di fusione". 

I MAESTRI DELLE PERLE DI VETRO. Se appare modesta la produzione tessile e la lavorazione di osso e corno, è invece eccezionale il ritrovamento di uno strumento quasi certamente legato alla lavorazione delle perle di vetro che costituisce la più antica attestazione di lavorazione in loco dell'Italia settentrionale e del Nord Europa. "Gli studi archeobotanici - spiegano gli archeologi - confermano l'ipotesi che il villaggio fosse circondato da un'ampia area deforestata destinata a pascoli e coltivazioni, mentre l'analisi di circa 5mila frammenti faunistici attesta la presenza di molti animali domestici, tra cui pecore, molto più numerose delle capre, e poi maiali, cavalli e bovini".


 
UN POPOLO DI 35 SECOLI FA. L'insediamento anzolese è una finestra privilegiata per studiare le dinamiche del popolamento terramaricolo nella sua fase di massima espansione, cui seguirà, nel secolo successivo (XII a.C.), un repentino abbandono. "Quasi trentacinque secoli ci separano dai resti del più antico insediamento umano rinvenuto nel territorio di Anzola dell'Emilia - si legge nel comunicato stampa -, nell'immediata periferia occidentale del centro attuale. Gli scavi in profondità effettuati a partire dal 1992 in seguito alla profonda urbanizzazione di un'area fino ad allora agricola, hanno aperto una serie di finestre su un lontano passato, svelando le testimonianze di un villaggio dell'età del Bronzo celato da una spessa coltre di fango generata dalle alluvioni dei torrenti Lavino, Ghironda e Martignone". Non è certo un caso se questo grande villaggio, la cui sussistenza doveva essere legata alle risorse agricole e all'allevamento su un vasto entourage territoriale, mostra "segni di apertura verso l'esterno - rendono noto gli studiosi - come dimostrano in modo evidente e suggestivo le perle d’ambra di provenienza baltica rinvenute nel sito. Gli scavi archeologici degli ultimi diciotto anni, pur se eseguiti in emergenza piuttosto che sulle logiche della ricerca, hanno comunque acquisito una mole di dati che si compone nella visione unitaria di quel particolare tipo di insediamento che è la terramara".

INFORMAZIONI
Titolo:
'Anzola al tempo delle terramare'
Dove: Anzola dell'Emilia, Museo Archeologico Ambientale, via Emilia 87
Quando: dal 17 dicembre 2011 al 16 dicembre 2012 - orari: sabato 10-12 e domenica 16-18
Sabato 17 dicembre 2011: ore 15 – Presentazione della nuova sede espositiva del Museo Archeologico Ambientale ad Anzola dell'Emilia (Sala Consiglio Comunale, Via Grimandi 1 ad Anzola dell'Emilia). Ore 16 – Inaugurazione nuova sede espositiva e mostra 'Anzola al tempo delle Terramare'
Biglietto: ingresso gratuito 
Informazioni: telefono 051.6871757
 
LINK
- Anzola Prima dell'Emilia
- Museo Archeologico Ambientale
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