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Mostre

Donne senza uomini: Neshat delude a Milano

Banale e poco interessante la mostra a Palazzo Reale dedicata alla pellicola della fotografa e regista iraniana, in cui è possibile vedere solo alcuni spezzoni del film.
Francesco Amorosino - 07/02/2011
Titolo: Una delle fotografie di Shirin Neshat
Fonte: Immagine dal web
Un bagliore azzurro che invade l'ambiente, bagnando le statue antiche, mentre evanescenti ritratti di donne compaiono negli specchi appannati dal tempo. Musica e suoni in una lingua sconosciuta ai più si diffondono nella sala. Quasi un incanto. Peccato che da questo sogno ci si svegli presto per trovarsi al cospetto di un'amara realtà: l'interesse sta solo in quel primo attimo di sorpresa, per poi sciogliersi in noia e frustrazione. 



È questo lo scenario che si trova di fronte chi, fino al prossimo 28 febbraio, desideri visitare la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano dove è allestita una mostra, ma sarebbe più giusto dire un'installazione, della fotografa e registra iraniana Shirin Neshat, dal titolo 'Donne senza uomini - Women without men'. Se il nome suona familiare è perché è lo stesso del poetico film che ha vinto il Leone D'Argento alla regia alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia, nel 2009. Proprio dalla pellicola parte l'iniziativa milanese, e, purtroppo, lì rimane, senza offrire nessuno spunto nuovo e interessante. 

La mostra, infatti, consiste in un'istallazione di alcuni grandi schermi sui quali sono mostrati alternativamente alcuni spezzoni del film dedicati ad ognuna delle protagoniste femminili. Accanto agli schermi campeggiano i loro ritratti su un materiale semitrasparente che fa fondere i volti con l'ambiente, un effetto carico di fascino, che ben richiama la cifra stilistica del film, dai toni acquerellati e a tratti polverosi, dalle sequenze tendenti più alla videoarte che al cinema classico. 



Tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur, il film narra la storia di alcune donne in Iran durante il colpo di stato che riportò al potere lo Scià, nel 1953, figure femminili indipendenti e coraggiose, eppure fragili, che in un mondo dominato dai maschi faticano a trovare il loro posto, e solo aiutandosi a vicenda possono provare a costruire un luogo in cui sentirsi a casa. Shirin Neshat ha provato sulla sua pelle cosa significhi essere donna in Iran, Paese che ha lasciato a diciassette anni per trasferirsi a studiare negli Stati Uniti, ma che non ha mai abbandonato nelle sue opere, siano esse curate e raffinate fotografie o il lungo lavoro legato al film, durato molti anni. 



Ciò che più dispiace è che proprio da un'artista apprezzata e di talento come lei venga una mostra così poco significativa, che non offre nulla, soprattutto a chi il film l'ha già visto. Promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Milano e da Change Performing Arts, l'iniziativa sembra più una grande 'marchetta' al film, una pubblicità tardiva, visto che la pellicola è uscita da tempo in Italia, e per altro mal riuscita. I brani del film sono infatti in lingua originale, scelta giusta, ma con sottotitoli in inglese, tagliando fuori la parte dei visitatori che non comprende quella lingua. 

Soprattutto non sembra corretto che si debba pagare per visitare una esposizione del genere: al prezzo di 5 euro si può vedere l'intero film al cinema o noleggiare il dvd, perché, dunque, accontentarsi di spezzoni sconnessi? Anche la pretesa multimedialità dell'iniziativa non sfocia in un'interazione con gli spettatori, costretti a muoversi in gruppo da un lato all'altro della sala in risposta all'attivazione degli schermi senza possibilità di controllare il fenomeno. 



In conclusione la domanda è: 'Perché?'. Perché fare un'installazione del genere che non aggiunge nulla alla bellezza della pellicola? Perché proporre un film già visto in Italia nel 2009? Perché limitarsi a una banale installazione invece di presentare in modo organico il lavoro di Neshat, magari con alcune delle fotografie e un approfondimento sul metodo di lavorazione del film? L'augurio è che l'artista torni presto con delle nuove opere slegate dall'ormai assodato discorso 'Donne senza uomini' per stupirci ancora con la freschezza e l'originalità del suo punto di vista, facendoci dimenticare la triste parentesi milanese.  



INFORMAZIONI
Titolo:
'Shirin Neshat. Women without men / Donne senza uomini'
Dove: Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, piazza Duomo 12, Milano
Quando: dal 29 gennaio al 28 febbraio 2011
Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30;  giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
Ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro
Tel: 02 54917
Web: Comune di Milano/Palazzo Reale


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