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I passi di Baldin: "l'arte nasce dal bisogno di conoscere la vita"

La Galleria SamonĂ  di Padova dedica una mostra al poliedrico maestro d'arte mancato nel 2007. Tra pittura, scultura, design, l'esposizione accompagna i visitatori in un percorso emozionale legato ai tre colori fondamentali: rosso, nero e bianco
Redazione - 03/05/2011
Un filo conduttore tra passato presente e futuro dove ogni parte è in stretta unione con le altre e concorre al passaggio da un momento spazio-temporale dell'osservatore. Nessun elemento al loro interno è scelto a caso, dalla struttura verticale in legno, alla tela dipinta e illuminata, all'uso di tre colori fondamentali ed evocativi: rosso, nero e bianco.

Così è l'arte di Adriano Baldin, poliedrico e versatile architetto, insegnante ed uomo impegnato nel sociale, scomparso nel 2007, al quale Galleria Samonà di Padova dedica una retrospettiva, curata da Letizia Tasso, che presenta al pubblico una serie di installazioni di pittura, scultura e design. Opere che rientrano nel campo più ampio dell'arte cinetica, che si propone di rendere lo spettatore attivo nel confronto con l'oggetto d'arte. 

È una sorta di "non pittura", quella rappresentata nei lavori di Baldin, perché il colore dello sfondo è integrato o rotto per contrasto dagli oggetti sovrapposti. Pur avendo forme molto simili, le installazioni dell'artista veneto non sono mai monotone, ma dimostrano una profonda capacità di rielaborare di volta in volta una base comune ottenendo un risultato ogni volta originale e coinvolgente per chi guarda.

Per Adriano Baldin  l'arte "nasce dal bisogno di conoscere la vita e di capire ciò che accade" e tocca quattro filoni fondamentali: l'ambiente, la storia, la spiritualità e l'interiorità. Questi però sono campi non a sé stanti, ma compenetranti l'uno con l'altro. Conoscere ed interrogarsi sul mondo sono le necessità alla base del lavoro dell'artista. Lo spettatore è quindi chiamato, attraverso l'osservazione e la riflessione sui soggetti, ad entrare in rapporto con l'opera ed a meditare e sono soprattutto i giovani a cui Adriano Baldin si rivolge per entrare in comunicazione.

BIOGRAFIA


Adriano Baldin (Cadoneghe 1948 - 2007) si laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia con il prof. Carlo Doglio, del quale è assistente presso la facoltà di Ingegneria di Bologna per il corso di "Urbanistica e pianificazione territoriale". È responsabile a Rimini di "Stages Internazionali di Architettura ed Urbanistica" in collaborazione con le Università di Bologna e Palermo per la fondazione Margherita Zoebeli. Negli stessi anni continua la sua ricerca artistica in vari campi, dalla lavorazione dei metalli e di altri materiali alla fotografia. 

Frequenta la Scuola Internazione di Grafica di Venezia per i corsi di Incisione. Alla fine degli anni '70 diventa insegnante di Educazione Tecnica nella scuola media inferiore. Dapprima Assessore negli ambiti della scuola e delle attività produttive dal 1991 al 1995, ricopre poi la carica di sindaco di Cadoneghe dal 1995 al 2004. Architetto per convinzione, insegnante per vocazione, sindaco per passione, Adriano vuol essere ricordato soprattutto come artista attraverso le sue opere che riflettono le sue esperienze e il suo mondo interiore.

INFORMAZIONI
Titolo:
'Adriano Baldin. Dove portano i passi che facciamo...'
Quando: dal 30 aprile al 5 giugno 2011
Dove: Padova, Galleria Samonà
Orario: 10:00-13:00 / 16:00-19:00. Lunedì chiuso
Ingresso: libero
Tel: 049.8204546
E-mail: caporellop@comune.padova.it
Sito web: PadovaNet

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