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Mostre

Lorenzo Lotto, restauri per valorizzare il territorio

Al via, dopo la mostra alle Scuderie del Quirinale, gli itinerari nei luoghi in cui ha vissuto l'artista, per riscoprire il patrimonio di chiese e musei, oltre al paesaggio e ai prodotti tipici.
Francesco Amorosino - 28/02/2011
Titolo: Lorenzo Lotto, 'Ritratto di Laura da Pola'
Fonte: Scuderie del Quirinale
Un artista nomade, alla ricerca di se stesso e del luogo dove essere finalmente apprezzato e compreso, ma sempre restando legato alle sue origini, alla città natale. Lorenzo Lotto ha viaggiato molto nella sua vita, disseminando opere su larga parte del territorio nazionale. Tre sono, però, le regioni dove si conserva il maggior numero di opere del pittore, Marche, Veneto e Lombardia, e a loro è dedicato il grande progetto 'Terre di Lotto', che parte dalla mostra antologica dedicata al maestro dalle Scuderie del Quirinale di Roma, per estendersi nel territorio in un'ottica di restauro, conservazione, riscoperta e valorizzazione.
 
"Fare in modo che una mostra possa vivere oltre il momento della sua conclusione, proseguendo nei territori dove sono custodite in maniera permanente le opere, che possa attivare un 'volano' per azioni di tutela, iniziative di valorizzazione, per attrarre risorse e attenzione verso il patrimonio artistico là dove stabilmente risiede: questa l'idea guida del progetto Terre di Lotto", spiega Barbara Abbondanza Maccaferri, direttore del progetto.

La documentazione sui primi anni di vita di Lotto è praticamente assente: sappiamo che è nato intorno al 1480 e cresciuto certamente a Venezia, figlio di un Tommaso. Forse per diretto interessamento del vescovo Bernardo de' Rossi, sotto la cui protezione ebbe le prime committenze, si stabilì a Treviso, dove risiede nel 1503. Nel 1506 i domenicani di Recanati, titolari della più importante chiesa nella ricca cittadina, florido centro commerciale, commissionano al pittore una prestigiosa pala d'altare. La fama del grandioso polittico circola rapidamente dalla vicina Loreto al Vaticano, dove il pontefice chiama il pittore per decorare alcune stanze, nel 1508, che purtroppo non sono giunte sino a noi. 

Probabilmente ancora tramite i domenicani partecipa e vince la gara per una grande pala d'altare a Bergamo, dove risiede dal 1513. Quando le commissioni cominciano a scemare torna a Venezia, città da cui potrà inviare con più comodità, per via d'acqua, le sue tele e le tavole nelle Marche, ove mantiene ottimi rapporti, tanto da farvi ritorno verso il 1539. Varie circostanze lo portano di nuovo a Venezia, poi a Treviso, la carriera ha alti e bassi, diventa sempre più stanco e povero, tanto che nel 1554 si fa oblato alla Santa Casa di Loreto. Muore in solitudine nel 1556.



Da queste peregrinazioni nasce il progetto con un'estensione temporale triennale, dal 2010 al 2012, sulla base di un protocollo di intesa tra le Scuderie del Quirinale e la società ComunicaMente, con il supporto della presidenza della Repubblica, il MiBAC e il sostegno istituzionale della Regione Marche, che conserva ben 24 opere di Lotto. L'iniziativa è  patrocinata dal Fondo Ambiente Italiano e dal Gambero Rosso. Il progetto mira a valorizzare le opere presenti nelle tre regioni e la promozione dei territori mediante la creazione di veri e propri itinerari culturali lotteschi permanenti, alla scoperta del patrimonio non solo artistico ma anche paesaggistico, storico ed enogastronomico. L'intenzione dei promotori è che siano fruiti soprattutto da flussi turistici anche internazionali di buon livello culturale, per creare un indotto di qualità. Sarà possibile seguire gli itinerari grazie a mappe e pubblicazioni, sia per un pubblico adulto che per i bambini, oltre al sito web dedicato all'iniziativa, di facile fruizione e ricco di contenuti. 



Per questa occasione si è dato il via a importanti restauri di opere che da troppo tempo erano abbandonate all'incuria del tempo: è il caso del Polittico di Recanati che, come ha raccontato il curatore della mostra, Giovanni Carlo Federico Villa, "era in condizioni drammatiche, divorato dai tarli, forse tra dieci anni non l'avremmo più potuto salvare". L'indagine conservativa e il restauro ha coinvolto tutte le opere che ne avevano bisogno, anche quelle non esposte presso le Scuderie del Quirinale. Il restauro del Polittico proseguirà 'dal vivo' proprio durante l'esposizione, con un cantiere visibile al pubblico, per avvicinarsi al delicato lavoro del restauratore. 




Come ha sostenuto Emmanuele Francesco Maria Emanuele presentandolo, il progetto delle 'Terre di
Lotto' è frutto di un "federalismo culturale, con diverse entità e regioni che collaborano per un obiettivo comune". Il presidente dell'azienda speciale Palaexpo ha lodato in particolare l'operato delle Marche, che hanno concesso molte e prestigiose opere alla mostra, un "atto di coraggio quello di spogliare il territorio per portare opere a Roma, un gesto di sensibilità nazionale". Emanuele ha ancora sottolineato che in tempi di crisi economica, con le industrie che meditano di lasciare il territorio nazionale, "i nostri grandi asset sono la cultura e il paesaggio, nei quali bisogna investire per fare la differenza".

Un invito che la Regione Marche sembra avere già colto se è vero, come ha raccontato l'assessore locale alla Cultura, Pietro Marcolini, che "pur subendo le conseguenze della crisi abbiamo aumentato del 50 per cento le risorse destinate agli eventi culturali e siamo fieri di integrarci con un'iniziativa importante come quella promossa dall'azienda Palaexpo". Per una volta, dunque, sembra che pubblico e privato siano riusciti a interagire nel migliore dei modi per realizzare un progetto interessante e potenzialmente fruttuoso. Non resta che continuare a seguirlo per non far cessare l'entusiasmo dell'apertura e non dimenticare di nuovo, dopo la mostra, le magnifiche opere dello straordinario artista Lorenzo Lotto. 



LINK
- Progetto Terre di Lotto

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