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Musei

I Rishi e il museo come un luogo sacro

Tre sedi per una mostra ideata dalla galleria Sala 1 che avvicina la creazione artistica alla spiritualità e riempie le sale della collezione Orientale di Roma con opere contemporanee.
Francesco Amorosino - 12/05/2011
Fonte: Fotografia: Francesco Amorosino
Ma quanti musei ci sono a Roma? Ne esistono talmente tanti che ormai quando ne nasce uno nuovo non ci si fa più caso, a meno che non sia mastodontico ed evidente come il Maxxi. A tanta offerta dovrebbe corrispondere un'accurata selezione di ciò che merita attenzione e di quanto invece non è degno di una visita, ma spesso nella lotta a chi stacca più biglietti vince quello che gioca sul sicuro, che pubblicizza meglio le mostre, a volte beandosi del proprio status con un calo pauroso della qualità delle esposizioni. In questo modo, però, a soffrirne sono proprio i piccoli musei, alcuni dei quali, va riconosciuto, sono del tutto inutili e danneggiano la città contribuendo alla iperframmentazione delle sedi espositive. Altri, invece, sono dei veri gioielli e meriterebbero un risalto maggiore di quello che la sonnolenta Capitale concede loro.



Il Museo nazionale d'arte orientale 'Giuseppe Tucci' fa capo al ministero per i Beni e le attività culturali, ma soffre comunque della sua collocazione romana e non è molto conosciuto né dai cittadini né dagli stranieri. Un dato di fatto che l'istituzione ha deciso di cambiare, prima di tutto dando vita a un processo di riallestimento complessivo della magnifica collezione ospitata nell'altrettanto splendido Palazzo Brancaccio, a due passi dal più famoso teatro. Già in questo momento le sale sono molto diverse da come apparivano qualche anno fa e riescono a essere più intriganti e accoglienti. Molto ancora resta da fare, come la volontà di dotare la struttura di apparati multimediali, ma già l'apertura della nuova sala dedicata all'arte coreana, unica nel suo genere in Italia, è un grande passo avanti.

Un museo moderno e innovativo, però, non può solo guardare alla propria collezione, ma necessita di aprirsi all'esterno, alla contaminazione e alla sperimentazione. Ecco allora che la mostra ospitata nelle sale del 'Giuseppe Tucci' è una scoperta continua e un ottimo mezzo per rilanciare la struttura. 'L'artista come Rishi' è un inedito progetto di analisi di come l'Oriente abbia affascinato e ancora attrae gli artisti contemporanei del nostro Paese, ma non solo. Nelle sale del museo si sono venuti a creare parallelismi tra passato e presente, tra sculture antiche e opere moderne, in un cortocircuito estetico e storico ricco di sorprese e suggestioni.


Fotografia di Francesco Amorosino

Dietro la brillante operazione c'è la galleria Sala 1 di Roma, uno spazio che da sempre ospita artisti provenienti da Paesi lontani, che ha il coraggio di puntare su mostre che riescono ad andare fuori dagli schemi senza diventare qualcosa di totalmente diverso. L'iniziativa si articola in ben tre sedi: oltre al già citato Museo d'arte orientale, parte dell'esposizione è ospitata proprio dalla Sala 1 e altre opere potranno essere ammirate presso Bibliothè, interessante luogo d'incontro di diversi mondi: in parte galleria d'arte, in parte ristorante vegetariano ayurvedico, in parte biblioteca fornitissima di testi orientali. La mostra, visitabile fino al prossimo 7 giugno, è stata curata dalla critica Lori Adragna e da Mary Angela Schroth, direttrice della Sala 1. 

Punto focale dell'esposizione è l'accomunare l'artista al Rishi, il veggente della tradizione vedica, che può accedere a un mondo che va oltre i limite della carne, a piani diversi della nostra realtà, dal microscopico al Tutto. Una persona, dunque, che sa prendere il sacro e imprigionarlo in un'opera d'arte. Tra le opere esposte al museo spicca la grande maschera 'TriBali' di Luigi Ontani, realizzata proprio in Indonesia o l'indimenticabile 'Buddha Sakyamuni' dell'artista tibetano Gonkar Gyatso, un collage di numerosi adesivi da bambini rappresentanti vari personaggi dei fumetti che compongono la figura tipica delle thangka tradizionali. Tarshito, artista barese, ma profondamente legato all'India nello spirito e nella vita, propone un tappeto-pittura di lana, colore acrilico e foglia d'oro, dal titolo 'Ricevere e trasformare', un luogo mistico per la preghiera e il raccoglimento. Delicatissimo e profondo è anche il lavoro della romana Silvia Stucky: 'Il giardino dei fili intrecciati' è un libro composto da 20 fogli dipinti con motivi tratti da stoffe giapponesi, completamente realizzato e rilegato a mano.

Molti altri sono gli artisti coinvolti in questa vera festa per gli occhi e per lo spirito, da Minou Amirsolemaini a Enzo Barchi, da Uemon Ikeda a Patrizia Molinari, senza dimenticare grandi nomi come Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Emilio Leofreddi. Una nota a parte merita Andrea Aquilanti, artista capace di fondere videoarte e scultura, che per la Sala 1 ha ideato una emozionante installazione site specific che cattura l'immagine dei visitatori della galleria per proiettarli in un mondo che va oltre le pareti, verso la Scala Santa di Piazza di Porta San Giovanni.

Creata grazie a una rete di amicizie, conoscenze, ma soprattutto esperienza, 'L'artista come Rishi' racconta non solo parte della storia della galleria Sala 1, attiva fin dal 1970 a Roma, ma mette in rete tutti gli amanti dell'Oriente presenti nella Capitale, contribuendo anche al rilancio di un Museo che può vantare una collezione invidiabile. La speranza è che ci siano più iniziative di questo genere nella Città Eterna e in tutta Italia, capaci di andare oltre le mostre classiche e di osare qualcosa di diverso senza pensare, per una volta, ai facili guadagni ma provando a divertirsi e a offrire un'esperienza diversa al pubblico, facendo anche avanzare la ricerca e lo studio. Trovare di questi tempi chi rifletta davvero sui concetti di spiritualità senza banalizzarli in futili estremismi è impresa difficile, ma questa esposizione invita davvero a fermarsi e a contemplare il mondo e se stessi, donando a ogni visitatore, forse solo per un istante, il sentimento del Rishi.


INFORMAZIONI
Titolo:
L'artista come Rishi
Sede: Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'
Dove: Palazzo Brancaccio, Via Merulana 248, Roma
Quando: dal 5 maggio al 7 giugno 2011
Orari: martedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 14, giovedì, sabato, domenica e festivi, dalle 9 alle 19, lunedì chiuso
Ingresso: intero 6 euro, ridotto 3 euro, gratuito per i cittadini italiani e dell’Unione Europea minori di 18 anni, i cittadini italiani e dell’Unione Europea maggiori di 65 anni, gli studenti universitari
Telefono: 064697481
Web: Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'


Sede: Sala 1 - Centro Internazionale d'Arte Contemporanea
Dove: Complesso Monumentale della Scala Santa/Padri Passionisti, Piazza di Porta San Giovanni, 10, Roma
Quando: dal 5 maggio al 7 giugno 2011
Orari: dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30
Ingresso: gratuito
Telefono: 067008691
Web: Sala Uno

Sede:
Bibliothè Contemporary Art Gallery
Dove: Via Celsa, 4-5 (Piazza del Gesù), Roma
Quando: dal 10 maggio al 7 giugno
Orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 23 (a pranzo, cena e per il thè)
Ingresso: gratuito
Telefono: 066781427
Web: Bibliothè Contemporary Art Gallery

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